Angelo Messedaglia: docente, politico, scienziato aperto a tanti saperi

«Geostorie», anno XXVI, n. 3, 2018

Orazio La Greca
Angelo Messedaglia: docente, politico, scienziato aperto a tanti saperi

Nel 2017 la SGI ha celebrato 150 anni dalla fondazione: 163 i padri costituenti riuniti ufficialmente a Firenze il 12 maggio 1867. Vi facevano parte molte autorevoli personalità del nostro Risorgimento, della politica postunitaria e un gran numero di illustri sconosciuti o quasi; tra questi Angelo Messedaglia. Laureatosi in giurisprudenza a Pavia, all’esercizio dell’avvocatura preferì l’insegnamento universitario, iniziando da aggiunto alla cattedra di diritto filosofico e statistica. Da sempre antiaustriaco, rifiutò supplenze all’ateneo di Padova dove, meno ostile il governo lombardo-veneto, sostituito Radetzky con l’arciduca Massimiliano, fu nominato ordinario di economia politica e statistica. Primo professore di statistica è considerato il caposcuola della disciplina in Italia; con Roma Capitale fu chiamato a “La Sapienza”. Per il suo impegno patriottico fu eletto per un ventennio alla Camera dei deputati, successivamente conseguì il laticlavio. Membro dell’Accademia dei Lincei, ne divenne vicepresidente e presidente. In SGI fu a lungo vicepresidente e poi consigliere. Carismatica figura di docente e studioso con innumerevoli e sconfinati interessi, contribuì a garantire un ruolo importante per la geografia come cultura, cultura d’insieme, divulgazione della scienza.

In 2017 the Italian Geographical Society (SGI) celebrated the 150 years since its foundation: 163 founders fathers officially gathered in Florence on May 12th 1867. Many of them were important persons of the Italian Risorgimento and of the governance of the just united country. Many others were less prominent. Among the latter there was Angelo Messedaglia. Law school graduate at Pavia University, he preferred an academic career to court practice. He therefore began as an aggiunto (Teaching Fellow) to Law Philosophy and Statistics. A long term opponent to the Austrian power, he refused teaching offers at Padua University. In such university, however, he later became full professor of Statistics, as soon as Maximilian of Habsburg took over the governance from very hard Radetzky. Messedaglia is considered the first professor of Statistics in Italy. When Rome became the Capital of the Kingdom, he was invited to hold the professorship at Rome University “La Sapienza”. Due to his patriotism, he was elected for twenty years member of Italian Parliament and following Senator. Member of the Accademia dei Lincei, he became Vice-President and President of it. For a long time he was Vice-President and later member of the Council of SGI. Charismatic figure of professor and researcher, with many scientific interests, he gave a fundamental contribution to Geography from the standpoint of culture and of science dissemination.

PAROLE CHIAVE: Angelo Messedaglia; Albori della statistica in Italia; Società Geografica Italiana; Accademia Nazionale dei Lincei.
KEYWORDS: Angelo Messedaglia; The dawning of Statistics in Italy; Società Geografica Italiana; Accademia Nazionale dei Lincei.

Il labirinto nei giardini storici dell’Umbria

«Geostorie», anno XXVI, n. 3, 2018

Fabio Fatichenti, Erika Peducci
Il labirinto nei giardini storici dell’Umbria

Sulle dimore storiche dell’Umbria esiste una letteratura ormai ampia, tuttavia mai le ricerche si erano concentrate sui relativi parchi e giardini e, in particolare, sulla presenza di labirinti al loro interno. Questo lavoro, basato su fonti documentarie e su sopralluoghi, offre un censimento delle ville umbre per le quali si è a conoscenza della passata e/o attuale presenza di giardini con labirinto, del quale vengono illustrate forma, simbologia e funzioni passate e presenti.

On the historic villas of Umbria we have now a wide literature, but the research has never focused on their parks and gardens, and in particular on the presence of mazes in the inside. This paper, based on bibliographic and field research, offers a census of Umbrian villas where it is known the past and/or current presence of a garden with maze, of which its shape, symbology and past and current function is illustrated.

PAROLE CHIAVE: Ville; Giardini storici; Labirinti.
KEYWORDS: Villas; Historic Gardens; Mazes.

Topographical art and historical geography: amateur english representations of ligurian landscape in the early nineteenth century

«Geostorie», anno XXVI, n. 3, 2018

Pietro Piana, Charles Watkins, Ross Balzaretti
Topographical art and historical geography: amateur english representations of ligurian landscape in the early nineteenth century

This paper assesses the value of amateur topographical art for historical geographers and landscape historians. It examines the work of two amateur artists, Elizabeth Fanshawe and William Strangways, made in Liguria, northwest Italy, to assess the value of topographical art for understanding past landscapes. The identification and examination of the views takes advantage of a multidisciplinary approach which involves the use of historical cartography, oral history, written documents and field surveys. Three detailed case studies are used which provide insights into the landscape perception of early nineteenth-century foreign tourists and the cultural context in which they were produced. The determination of precise location allows rapidly sketched drawings to be understood and interrogated at the places they depicted. We argue that by grounding the drawings in this way we can add value both to the interpretation of the drawing itself and our understanding of the place it represents.

Questo contributo intende considerare il valore del vedutismo topografico ad opera di artisti dilettanti per ricerche in geografia storica e storia del paesaggio. In particolare, l’articolo si concentra su una serie di vedute inedite della Liguria da parte di due artisti dilettanti inglesi dell’Ottocento, Elizabeth Fanshawe e William Strangways, esaminando il loro potenziale come fonti per la storia del paesaggio. La localizzazione e analisi delle vedute si avvale di un approccio multidisciplinare che coinvolge l’uso di cartografia storica, fonti orali, documenti scritti e dati di terreno. Il focus della ricerca è costituito da tre casi di studio che forniscono informazioni utili a comprendere la percezione del paesaggio ligure da parte dei viaggiatori stranieri dell’Ottocento e il contesto artistico in cui queste fonti furono prodotte. La localizzazione delle vedute, spesso poco più che schizzi di viaggio, consente una precisa analisi dei contenuti e un confronto con il paesaggio attuale. L’articolo intende dimostrare come quest’approccio alle fonti possa conferire nuovo interesse alle vedute topografiche, aiutando a comprendere la storia e l’evoluzione dei paesaggi raffigurati nei disegni.

KEYWORDS: Topographical art; Landscape history; Land use changes; Liguria; History of travel; Climate history.
PAROLE CHIAVE: Arte topografica; Storia del paesaggio; Cambiamenti di uso del suolo; Liguria.

Viaggi missionari, geografia moderna e controriformismo. La realtà fisica e sociale del Giappone negli scritti della Compagnia di Gesù (XVI-XVII secolo)

«Geostorie», anno XXVI, nn. 1-2, 2018

Annalisa D’Ascenzo
Viaggi missionari, geografia moderna e controriformismo. La realtà fisica e sociale del Giappone negli scritti della Compagnia di Gesù (XVI-XVII secolo)

Fra il XVI e il XVII secolo, sulla scorta delle novità e dell’apertura mentale e sociale e imposta dalle scoperte geografiche avvenute fra tardo Quattrocento e primo Cinquecento, ma anche del contesto di scontro interno alla Chiesa innescato dalla Rivoluzione luterana, in collegamento con la forte modernizzazione della cultura avviato – fra gli altri fattori – dall’ascesa della borghesia, in Europa vennero impostate le basi di una nuova geografia umanistica e di una rinnovata cartografia che ebbero al centro delle loro attenzioni l’Estremo Oriente. Attori privilegiati di questa trasformazione furono i Gesuiti, un ordine consapevolmente moderno, che prevedeva lo studio della geografia per i novizi e che nel periodo tra la Riforma e la Controriforma si fece parte attiva delle raccolta diretta di informazioni, grazie ai missionari inviati nelle Indie, e poi svolse in maniera lungimirante il ruolo di autorevole fonte di trasmissione delle novità, prima con la diffusione delle lettere (manoscritte e a stampa), poi con le raccolte delle stesse, infine con i trattati e le opere prodotte al suo interno. Relativamente alle conoscenze geografiche sul Giappone, in questa sede l’analisi si concentra con capacità di approfondimento e dettaglio su alcuni testi particolarmente significativi, prodotti nell’arco di circa un secolo sulla base della poderosa messe di informazioni geografiche, storiche, antropologiche, commerciali, messa insieme dai gesuiti mediante la raccolta delle missive dei padri inviati in quel paese e la loro successiva elaborazione da parte di studiosi appartenenti all’Ordine. Nelle Istorie delle Indie orientali di Giovanni Pietro Maffei e ne Il Giappone di Daniello Bartoli, editi a distanza di settant’anni, emergono i cambiamenti e l’evoluzione della geografia, si comprende la maturazione delle istanze che segnarono il passaggio dalla geografia antica a quella moderna.

Between the 16th and 17th centuries, thanks to new forms of mental and social openness brought about by the geographical discoveries made between the late 15th and early 16th centuries, but also in the context of internal clashes within the Church triggered by the Lutheran Revolution, and in connection with the strong modernization of culture initiated, among other factors, by the rise of the bourgeoisie, the foundations were laid in Europe for a new humanistic geography and a renewed cartography that had the Far East at the centre of their attention. The privileged actors of this transformation were the Jesuits, a consciously modern order whose novices were encouraged to study geography and which, in the period between the Reformation and the Counter-Reformation, was directly involved in the direct collection of information through the missionaries sent to the Indies. As a result, the Jesuits played an authoritative and far-sighted role in the transmission of new knowledge, first by disseminating letters (both handwritten and printed), then by collecting them, and finally by producing treatises and other works. With a regard to geographical knowledge about Japan, the analysis here focuses in great detail on some particularly significant texts produced over a century or so, drawing on the powerful wealth of geographical, historical, anthropological and commercial information gathered by the Jesuits through the collection of letters sent to Japan by the Jesuit Fathers and their subsequent elaboration by scholars belonging to the Order. In the Istorie delle Indie orientali by Giovanni Pietro Maffei and in Il Giappone by Daniello Bartoli, published seventy years of each other, such changes and the evolution of geography become visible, shedding light on the emergence of the factors that marked the passage from ancient to modern geography.

PAROLE CHIAVE: Viaggi in Giappone; Gesuiti; Nuova geografia; Cartografia; Letteratura di viaggio.
KEYWORDS: Trips to Japan; Jesuits; New Geography; Cartography; Travel literature.

Per un bilancio della missione cattolica in Giappone (1549-1639)

«Geostorie», anno XXVI, nn. 1-2, 2018

Gianfranco Bonola
Per un bilancio della missione cattolica in Giappone (1549-1639)

Questo saggio esamina la missione cattolica nel Giappone del XVI e XVII secolo nel suo complesso, esponendone in sintesi il percorso dal suo primo impianto fino al venir meno a causa della sistematica e crudele persecuzione. Tale ricognizione è condotta in via preliminare per poter mettere in evidenza una serie di fattori storici e di elementi strutturali che hanno accompagnato e condizionato l’intero svolgimento dell’iniziativa missionaria. Si prendono in esame: la navigazione a vela con i suoi limiti e i suoi rischi sulle rotte oceaniche; il commercio transcontinentale e regionale (anche nel suo fornire il supporto economico necessario alla missione); le conseguenze in Estremo Oriente del quadro geopolitico segnato dalla frattura tra protestanti e cattolici; l’ingente scarto antropologico fra la cultura europea e quella nipponica e i frutti dello sforzo di comprensione e di adattamento; l’incombere (ora reale, ora fantasmatico) della guerra come strumento ordinario di imposizione del potere, sia all’interno del Giappone che su scala mondiale; il confronto/scontro intellettuale fra due civiltà colte, sapienti e orgogliose del proprio patrimonio culturale e religioso. E, nel contempo, il servizio reso dai missionari al progredire delle conoscenze geografiche: le relazioni stupite (o affascinate) su luoghi, edifici e costumi, che hanno fatto uscire una delle lande più remote dalle nebulosità del mito e del fiabesco.

Objet de cet exposé est la mission catholique au Japon pendant le XVIème et le XVIIème siècle: on la prend ici en considération dans son ensemble, dès le début jusqu’à sa disparition définitive sous le coup d’une persécution autant cruelle que sistématique. Le fait de revenir synthétiquement sur le cours des évènements est cependant au service de la mise en évidence d’un petit nombre de facteurs historiques de longue durée. Il s’agit des conditions structurelles qui ont accompagnées et determinées en entier le déroulement de ce premier effort d’évangélisation en Asie orientale. On a prêté une attention particulière aux éléments suivants: la navigation à voile avec son grand nombre de limites et de risques, dûs surtout aux considérables distances océaniques; le commerce international et régional (et son concours économique à la survie même de la mission); les conséquences en Extrême-Orient d’un cadre géopolitique dominé par le conflit entre les états catholiques et les protestants; le grand écart anthropologique entre les cultures de l’Europe et du Japon avec le remarquable effort d’intelligence et d’adaptation qu’il a produit; la confrontation (et l’inévitable polémique) intellectuelle entre les dites civilisations, toutes les deux cultivées, savantes et fièrement attachées à son propre patrimoine culturel et religieux; la présence (parfois réelle, parfois fantomatique) de la guerre en tant que moyen ordinaire d’imposition de la suprématie soit à l’intérieur du Japon, soit sur la scène mondiale. On a souligné aussi, dans ce contexte difficile, la contribution de plusieurs missionaires à l’avancement des connaissances géographiques: grâce à des lettres étonnées, ou enthousiastes, a propos de lieux, bâtiments et coutumes, ils ont dégagés un pays à l’extrême coin du monde des brumes du mythologique et du fabuleux.

PAROLE CHIAVE: Giappone; XVII secolo; Missione gesuita; Avvenimenti e bilancio; Fattori geografico-antropologici.
MOTS-CLÉS: Japon; XVIIe siècle; Mission jésuite; Événements et états financiers; Facteurs géographiques et anthropologiques.

Le raccolte di viaggio e il loro ruolo nell’evoluzione delle conoscenze geografiche nell’epoca delle grandi scoperte e dei conflitti religiosi

«Geostorie», anno XXVI, nn. 1-2, 2018

Francesco Surdich
Le raccolte di viaggio e il loro ruolo nell’evoluzione delle conoscenze geografiche nell’epoca delle grandi scoperte e dei conflitti religiosi

L’influenza esercitata dalle grandi scoperte geografiche sul progredire delle conoscenze relative a territori e popolazioni fino ad allora in gran parte sconosciuti e di conseguenza sull’evoluzione del pensiero geografico, che conobbe un profondo processo di rinnovamento, è ampiamente attestata dai contenuti e dall’impostazione della grandi raccolte di resoconti di viaggio che vennero pubblicate a partire dalla metà del Cinquecento e in particolare da quelle assemblate da Giovanni Battista Ramusio, Richard Hakluyt, Samuel Purchas e Theodore de Bry.

La influencia ejercida por los grandes descubrimientos geográficos sobre el progreso del conocimiento de territorios y poblaciones hasta ahora desconocidas y consecuentemente sobre la evolución del pensamiento geográfico, que se sometió a un profundo proceso de renovación, está ampliamente atestiguada por los contenidos y la creación de grandes colecciones de informes de viajes que se publicaron a partir de mediados del siglo XVI, en particular las realizadas por Giovanni Battista Ramusio, Richard Hakluyt, Samuel Purchas y Theodore de Bry.

PAROLE CHIAVE: Raccolte di viaggio; Conoscenze geografiche; Grandi scoperte; Conflitti religiosi.
PALABRAS CLAVE: Colecciones de viajes; Conocimiento geográfico; Grandes descubrimientos; Conflictos religiosos.

Call for paper XII seminario di studi storico-cartografici “Dalla mappa al GIS”

XII seminario di studi storico-cartografici Dalla mappa al GIS

“Territorio: rischio/risorsa”

Roma, 17-18 aprile 2019
Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci”, Università Roma Tre

Il Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci”, in collaborazione con il Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici, organizza nei giorni 17-18 aprile 2019 il dodicesimo seminario di studi storico-cartografici Dalla mappa al GIS, quest’anno dedicato al tema Territorio: rischio/risorsa.

Seguendo la tradizione dell’appuntamento romano, l’intento è quello di fare emergere casi di studio, pratiche virtuose, proposte e spunti di discussione per supportare la riflessione epistemologica e teorica sull’uso degli strumenti delle indagini geografiche nell’analisi dei rapporti fra l’uomo e il suo territorio. Questa edizione verterà in particolare su come gli studi possano essere di supporto alla governance territoriale e a una corretta progettazione di modelli di ricerca per la mitigazione, la prevenzione, il controllo e la gestione dei rischi ambientali, oltre che alla promozione di processi di sviluppo locale, finalizzati alla valorizzazione e alla tutela della salvaguardia attiva ambientale e paesaggistica dei territori.

In tale prospettiva, si auspica la partecipazione di relatori afferenti alle diverse realtà laboratoriali universitarie italianesoprattutto, ma non esclusivamente, alle strutture che aderiscono alla neo costituita rete LabGeoNet.

In considerazione del carattere interdisciplinare del Seminario, la definizione delle sessioni al suo interno sarà ampia e prevedrà tanto ambiti di ricerca con stretto riferimento agli aspetti della geografia – fisica e antropica – e della geologia, quanto tematiche che si rifanno alla storia economica, alla storia del territorio, all’archeologia, alla storia dell’arte, alla climatologia, alla botanica, alla pianificazione territoriale, ecc.

Le due giornate di studio, che si terranno nei locali del Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci (Dipartimento Studi Umanistici, Università degli Studi Roma Tre, Via Ostiense 236), rappresenteranno inoltre una opportunità per costruire percorsi progettuali di interesse comune e in risposta alle esigenze della società (Terza missione e Public Geography), come pure occasione per articolare o dare supporto a richieste di finanziamenti a vari livelli (nazionali e internazionali).

Gli interventi presentati nel Seminario saranno pubblicati in un volume miscellaneo. Tutte le comunicazioni (orali e poster) saranno considerate equivalenti ai fini della pubblicazione.

Il Comitato organizzatore provvederà a sottoporre gli interventi a una commissione di referee, alla quale è demandato il giudizio insindacabile sulla opportunità di pubblicazione dei singoli lavori.

Chi fosse interessato a partecipare è pregato di inviare, entro e non oltre il 28 febbraio 2018, il titolo dell’intervento e un abstract (max 2.500 battute) a labgeocaraci@uniroma3.it. Le proposte verranno valutate dal Comitato scientifico che provvederà a redigere il programma dei lavori.

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Milano Map Fair 2019

Il 19 gennaio 2019 si svolgerà a Milano la VII edizione della Milano Map Fair, con orario 11.00-18.00.

Come di consueto l’evento sarà ospitato presso l’Hotel Michelangelo (P.zza Duca D’Aosta, Stazione centrale). Ricco l’elenco degli espositori presenti.

Maggiori informazioni al sito http://milanomapfair.it/