Treviso urbs picta – mercoledì 11 aprile

mercoledì 11 aprile 2018, ore 18

Treviso urbs picta
Presentazione pubblica dell’applicazione web e delle modalità di accesso alla banca dati della ricerca della Fondazione Treviso urbs picta, in occasione dell’uscita dell’edizione inglese del volume edito dalla Fondazione Benetton con Antiga Edizioni.
Con l’architetto Rossella Riscica e la storica dell’arte Chiara Voltarel, ne parleranno Andrea Mancuso, responsabile della realizzazione della banca dati, il geografo storico Massimo Rossi e la storica dell’arte Anna Maria Spiazzi.

Oltre la Corona d’ Aragona. Nuove proposte sull’area ispano-italiana (1450-1550)

Mercoledì 4 Aprile 2018, ore 16.00

Escuela Española de Historia y Arqueologçia en Roma-CSIC
via di S. Eufemia 13 (Sala dei Seminari)

Coordina: Rafael Valladares (EEHAR-CSIC)

Dirige: Angela Orlandi (Università degli Studi di Firenze)

Partecipano:

Germán Gamero Igea (Universidad de Valladolid): Circulación
de élites e integración de territorios. La corte de Fernando II entre
España e Italia.

Alessio Russo (Università di Napoli Federico II): La Spagna, l´Italia
e il Regno di Napoli nella diplomazia di Federico d´Aragona, 1496-1501.

Iván Armenteros Martínez (Institució Milà i Fontanals-CSIC):
Los catalanes en el primer comercio euroafricano: productos y estrategias (c. 1480-1530).
Discussant: Maria Isabel del Val Valdivieso (Univ. de Valladolid)

Programma italiano | spagnolo

I luoghi de Le confessioni d’un italiano di Ippolito Nievo

«Geostorie», anno XXV, nn. 2-3, 2017

Simona Onorii
I luoghi de Le confessioni d’un italiano di Ippolito Nievo

Il saggio analizza il capolavoro di Ippolito Nievo, Le confessioni d’un italiano, prendendo in esame gli spazi geografici descritti all’interno del romanzo storico: da Fratta all’ottica cosmopolita che si amplia nell’inserimento del quadro epistolare costituito dal diario di Giulio nella struttura memorialistica principale. La geografia delle Confessioniparte dal mondo chiuso della cucina di Fratta, ampliandosi man mano che il personaggio principale. Carlino Altoviti, matura nel corso della narrazione, dapprima nel territorio circostante al castello (la famosa pagina della scoperta del mare) poi disegnando quella “geografia ideale” dell’Italia unita, di cui parla Bruno Falcetto, con le varie peregrinazioni nella penisola da Venezia a Milano, da Rieti a Gaeta. Infine la geografia è ulteriormente incrementata attraverso i numerosi luoghi oltralpe sia portati sulla scena da Carlino, come il caso di Londra, che da personaggi secondari come il padre che apre verso l’Oriente, gli Apostulos verso la Grecia e Giulio Altoviti verso l’America sia del nord che del sud.

L’essai analyse le chef d’œuvre de Ippolito Nievo, Le confessioni d’un italiano, en examinant les espace géographiques du roman historique: à partir de Fratta jusqu’à l’optique cosmopolite, laquelle s’agrandit avec l’introduction du journal di Giulio dansla structure principale. La géographie de Le confessionidébut avec le monde fermé de la cuisine de Fratta, s’étendre progressivement avec le caractère principal, Carlino Altoviti, qui grandit dans le cours du récit, d’abord dans le territoire près du château (la page célèbre de la découverte de la mer) puis en dessinant la “géographie idéale” de l’Italie unie, de Bruno Falcetto, avec plusieurs pérégrinations dans la péninsule à partir de Vénice à Milan, de Rieti jusqu’à Gaeta. Pour terminer, la géographieest encore élargi par plusieurs lieux transalpins qu’ils sont représentés de Carlino sur la scène, par exemple London, et de les caractères secondaires comme le père qui ouvre le récit à l’est, les Apostulos à la Grèce et Giulio Altoviti envers les Amériques: du nord et du sud.

Parole chiave: Ippolito Nievo; Geografia; Letteratura; Confessioni
Keywords: Ippolito Nievo; Géographie; Littérature; Confessioni

Reconnaissances militaires e geologia. Jean-Jacques Marie Augustin Leblanc e l’attività topografica del Depot des Fortifications

«Geostorie», anno XXIV, nn. 1-2, 2016

Valentina De Santi
Reconnaissances militaires e geologia. Jean-Jacques Marie Augustin Leblanc e l’attività topografica del Depot des Fortifications

La ricostruzione della formazione e della carriera di Jean-Jacques Marie Augustin Leblanc (1798-1852) costituisce il filo conduttore dell’articolo. La presentazione di alcuni momenti-chiave della attività di questo topografo e la presentazione delle sue opere teoriche mette in evidenza, da un lato, la sua partecipazione al processo di costruzione in corso della cartografia moderna e, dall’altro, l’influenza della geologia. Attraverso la biografia di questo topografo militare si vuole contribuire alla comprensione delle tecniche, del sistema di saperi e dei principi figurativi che hanno partecipato alle forme di descrizione e rappresentazione topografica tra gli anni ’30 e ’50 dell’Ottocento in seno al Dépôt des fortifications del corpo del Genio militare francese.

La reconstruction de la formation et de la carrière de Jean-Jacques Marie Augustin Leblanc (1798-1852) est la ligne directrice de l’article. La présentation de certains moments clef de l’activité de ce topographe et la présentation de ses œuvres théoriques mette en lumière, d’un côté sa participation au procédé de construction de la cartographie moderne et, de l’autre, l’influence de la géologie. Par la biographie de ce topographe militaire nous voulons donc contribuer à la compréhension concernant les techniques, le système de savoirs et les principes de figuration qui caractèrisent la pensée topographique et la façon de décrire le monde du Dépôt des Fortifications du Corps du Génie militaire français au deuxième tiers du XIXe siècle

Parole chiave: Cartografia; Topografia; Geologia; Genio militare; XIX secolo
Keywords: Cartographie; Topographie; Géologie; Génie militaire; XIXe siècle

Carte e cartografi sull’appennino Ligure-emiliano. La strada di Cento Croci nei progetti di Matteo e Panfilio Vinzoni e di Pierre-Paul De Cotte

«Geostorie», anno XXIV, nn. 1-2, 2016

Carlo A. Gemignani
Carte e cartografi sull’appennino Ligure-emiliano. La strada di Cento Croci nei progetti di Matteo e Panfilio Vinzoni e di Pierre-Paul De Cotte

Nella seconda metà del XVIII secolo il Ducato di Parma e la Repubblica di Genova si accordano per costruire una strada carreggiabile che, attraverso il passo di Cento Croci sull’Appennino, avrebbe messo in comunicazione il mar Ligure con l’Adriatico attraverso il Po. Il progetto non viene portato a termine che alla fine XIX secolo ma impegna lungamente gli ingegneri-cartografi dei due Stati, lasciandoci numerose opere cartografiche che sono oggi interessanti fonti per lo studio del paesaggio e delle trasformazioni legate alla settecentesca “rivoluzione stradale”. In questo breve contributo voglio soffermarmi in particolare sui lavori di Matteo e Panfilio Vinzoni e Pier-Paul De Cotte, figure chiave per la storia della cartografia e della “cultura territoriale” tra Liguria ed Emilia.

THE ROAD OF CENTO CROCI IN THE PROJECTS OF MATTEO AND PANFILIO VINZONI AND PIERRE-PAUL DE COTTE – In the second half of the eighteenth century the Duchy of Parma and the Republic of Genoa agree to build a carriageway that, through the pass of Cento Croci on the Apennines, would connect the Ligurian Sea to the Adriatic through the Po river. The project is carried out only at the end of the nineteenth century, but committed for a long time the engineers-cartographers of the two States, leaving us a large number of cartographic works: today interesting sources for the landscape studies related to the transformations to the eighteenth-century “road revolution”. In this short article I want to focus in particular on the works of Matteo and Panfilio Vinzoni and Pier-Paul De Cotte, key-figures in the history of cartography and for the local history, between Liguria and Emilia.

Parole chiave: Storia della “rivoluzione stradale”; cartografia storica, patrimonio
Keywords: History of the “Street Revolution”; Historical Cartography; Rural Heritage.

Sbocchi lavorativi offerti all’emigrazione italiana dalla costruzione di strada ferrate nel mondo nell’”età delle infrastrutture”

«Geostorie», anno XXIV, n. 3, 2016

Antonio Cortese
Sbocchi lavorativi offerti all’emigrazione italiana dalla costruzione di strada ferrate nel mondo nell’” età delle infrastrutture”

Dal 1876 – anno a partire dal quale si dispone di dati statistici più affidabili – alla Grande Guerra, gli espatri dal nostro paese hanno superato i 14 milioni. A emigrare sono state soprattutto masse di contadini con un elevato tasso di analfabetismo: non va dimenticato che nei censimenti effettuati in Italia tra il 1861 e il 1911 l’agricoltura è il settore di attività economica nettamente prevalente. Importante è stato in ogni caso il contributo di tante migliaia di operai specializzati ai quali si è associato il prezioso apporto di imprenditori, dirigenti e altri professionisti. È quanto è accaduto, ad esempio, nella costruzione di linee ferroviarie che ha in particolare caratterizzato la cosiddetta “età delle infrastrutture”. Il saggio offre una testimonianza delle principali realizzazioni del lavoro italiano nelle diverse aree geografiche.

From 1876 – when statistical data becomes more reliable – to the Great War, the number of Italian expatriates exceeded 14 million. Migrants were mainly peasant masses with a high illiteracy rate: it is worth mentioning that all demographic censuses carried out in Italy between 1861 and 1911 show that agriculture is the largely prevailing economic sector. The contribution of the many thousands of skilled workers along with the precious support of entrepreneurs, officers and other professionals was, in any case, crucial for the construction of railways, which has in particular characterized the so-called the “age of infrastructure”. This essay provides evidence of the main achievements of the Italian workforce in different geographical areas.

Parole chiave: Emigrazione italiana; Ferrovie; Età delle infrastrutture.
Keywords: Italian emigration; Railways; Age of infrastructures

I paesaggi ferroviari lucani: dalle fonti documentali ai tracciati delle ferrovie dismesse

«Geostorie», anno XXIV, n. 3, 2016

Luisa Spagnoli, Lucia Varasano
I paesaggi ferroviari lucani: dalle fonti documentali ai tracciati delle ferrovie dismesse

Molti sono in Italia i tracciati ferroviari di linee dismesse, incompiute o semplicemente chiuse al traffico che giacciono abbandonati e inutilizzati, pur rappresentando un patrimonio straordinario fatto di sedimi, binari, stazioni, caselli, ponti, gallerie, viadotti, il cui ri-uso può significare un’occasione di valorizzazione dei territori attraversati e di attivazione di percorsi di sviluppo locale. Nell’ottica della conversione dei percorsi ferroviari, assume un significato rilevante la riscoperta della memoria storica, soprattutto di quei tracciati non più visibili e difficilmente rintracciabili, la cui individuazione potrebbe agevolare progettualità volte a una loro trasformazione. In particolare, il contributo intende aprire una riflessione sulle ferrovie calabro-lucane la cui costruzione rimanda a una storia fatta di alti e bassi, di iniziative lungimiranti e fallimenti inevitabili. La loro ri-scoperta consentirebbe di ideare progetti differenti “cuciti” addosso alle singole realtà locali che attraversano, coniugando il recupero della memoria storica con le peculiarità del territorio e rigenerando il tessuto economico-sociale delle aree interne.

In Italy there are many disused, unfinished or simply closed railway tracks, which represent an extraordinary cultural heritage (sediments, tracks, stations, toll booths, bridges, tunnels). Their reuse could represent an opportunity for local landscape development. The transformation of railways and the discovery of their historical memory have a relevant meaning, in particular for those tracks that are no longer visible and hardly traceable, whose identification could facilitate projects based on their transformation. Therefore, this paper aims to start a reflection about the old “calabro-lucane” railways realised in Basilicata (Italy), whose construction refers to a history of forward-looking activities and inevitable failures. Their rediscovery would allow to design special different projects set up for the places crossed, combining the recovery of historical memory with the characteristics of the territory, also regenerating the social-economic aspects of the inner areas.

Parole chiave: ferrovie dismesse; memoria storica; valorizzazione paesaggistica; Basilicata.
Keywords: Disused Railways; Historical Memory; Valuing Landscape; Basilicata