Studi storico-cartografici Dalla mappa al GIS

a cura di Arturo Gallia
Genova, Brigati, 2014

Indice

ARTURO GALLIA – Introduzione, p. 5 

LUISA SPAGNOLI
Il catasto in Italia: da strumento a testimonianza geo-storica, p. 9 – Abstract

IL CATASTO IN ITALIA: DA STRUMENTO A TESTIMONIANZA GEO-STORICA – Alla luce dell’importante significato che la scienza catastale ha acquisito in Italia e in Europa, il contributo intende focalizzare l’attenzione sull’importante dibattito, culturale prima e storiografico poi, che il catasto ha saputo sollecitare nel corso di un ampio arco cronologico (dal Settecento al Novecento). Un nutrito confronto, che si anima a partire dal secolo dei Lumi, incentrato sulla consapevolezza della necessità di un conoscenza oggettiva del territorio e di una sua rappresentazione in chiave planimetrica basata sull’esattezza della misura. Dalla valutazione del ruolo che il catasto assume nell’ambito della società italiana del Settecento, s’intende affrontare la questione del suo valore documentale. E proprio il riconoscimento della sua valenza di testimonianza, di fonte cioè in grado di contribuire alla restituzione di passati assetti territoriali, è frutto di un vivace dibattito storiografico, che intorno alla seconda metà del Novecento ha liberato, per così dire, il catasto dal prevalente uso storico-economico, rivelando le sue straordinarie potenzialità da condividere in un ampio spettro disciplinare: dalla storia economica, alla storia sociale, alla demografia, alla storia del territorio, all’urbanistica e, non ultima, alla geografia.

CADASTRE IN ITALY: FROM INSTRUMENT TO GEO-HISTORICAL EVIDENCE – Considering the relevance of cadastral science in Italy and Europe, this paper will focus the attention on the cultural and historiographical debate roused by the cadastre throughout three centuries (from 1700s to 1900s). It is an intensive debate, started during the Age of Enlightenment and based on the necessity of an objective territorial knowledge and of a representation of territories through a planimetric plan respecting the accuracy of measurements. Moving from the new role that the cadastre assumed for the Italian society in the eighteenth century, the paper aims to raise the issue of its documentary value. In fact, the recognition of cadastre as a documentary evidence (i.e. a source that can reveal previous territorial aspects) has emerged from an animated historiographical debate, which during the second half of twentieth century released the cadastre from its prevailing historical economic use, revealing its extraordinary potential to share in a wide spectrum of subjects: economic science, social history, demography, territorial history, urban planning and – last but not least – geography.

SIMONETTA CONTI
La Habana, una hermosa città nei Caraibi. Carte e mappe dal XVI al XIX secolo, p. 31 – Abstract

LA HABANA, UNA HERMOSA CITTÀ NEI CARAIBI. CARTE E MAPPE DAL XVI AL XIX SECOLO – La città dell’Havana è stata una delle più importanti tappe delle fon-dazioni urbanistiche dell’America ispanofona. La sua collocazione sulla costa atlantica della più grande isola caraibica e il fatto di essere lambita dalla Corrente del Golfo, ne hanno nel tempo accresciuta l’importanza tanto da farla divenire una delle principali chiavi di ingresso nell’America Latina.
La sua conformazione urbanistica appare leggermente diversa, data la morfologia del posto e della presenza del porto, rispetto alle altre città di fondazione spagnola. Pur essendo sempre divisa in quadre, dalle immagini che si sono susseguite nel corso dei secoli si può notare l’assenza della plaza mayor. L’espansione cittadina, quasi impossibile nei primi secoli della sua vita, a causa delle mura difensive che la circondavano, diviene sempre maggiore dal momento dell’abbattimento delle mura, dando vita a nuovi quartieri, alcuni dei quali disegnati e creati secondo i canoni della “moderna” architettura statunitense dei secoli XIX e XX.LA HABANA, A HERMOSA CITY OF THE CARRIBBEAN. MAPS AND PLANS FROM 16TH TO 19TH CENTURIES – The city of La Havana represents one of the most important urban Hispanic American settlements. The city’s importance has grown in time due to its geographical location on the Atlantic coastline of one of the largest Caribbean islands swept by the powerful Gulf stream, a strategic position that has transformed this urban centre in one of the main entrance points to Latin America.
The diversity of its urban structure appears to be different from other cities historically founded by the Spanish and this is most probably due to the morphology of its location and the presence of the port area. Although the city is divided into districts or squares, there has never been a plaza mayor as witnessed by the many paintings and pictures and that have reached us throughout the centuries. The city’s urban development in terms of expansion was not possible in the early days of its foundation because its perimeter was surrounded by protective walls. It is only after the destruction of these walls that La Havana began to spread out and new urban districts were built, some of which were created according to “modern” Nineteenth and Twentieth century U.S. architectural standards.

ANNA GRIMALDI
L’iconografia della città di Napoli nel Settecento, p. 61 – Abstract

L’ICONOGRAFIA DELLA CITTÀ DI NAPOLI NEL SETTECENTO – La tradizione, comune fin dal Trecento a tutta la cultura europea, di produrre ritratti di città, ha coinvolto anche il Regno di Napoli, fin dalla meta del Quattrocento, fornendo un repertorio di imma-gini di grande rilievo storico e documentario. Ma è soprattutto nel corso del Settecento, in concomitanza col fenomeno del Grand Tour, che la citta di Napoli viene rappresentata da artisti, per lo più stranieri, in vedute d’insieme, alcune riprese frontalmente, altre dal mare o dall’alto, “a volo d’uccello”, o in vedute di singoli episodi urbani. Partendo dalla tela di Ga-spar van Wittel, il contributo prende in esame l’attività di alcuni vedutisti napoletani, alcuni poco noti, come Leonardo Coccorante, Carlo Bonavia, Gabriele Ricciardelli, Saverio della Gatta e Alessandro D’Anna, i quali ritraggono spazi urbani di una Napoli poco conosciuta e non più esistente. Queste opere rappresentano oggi una fonte di eccezionale interesse per la storia delle vicende architettoniche e artistiche, economiche e sociali di Napoli e dintorni.

THE ICONOGRAPHY OF THE CITY OF NAPLES IN THE EIGHTEENTH CEN-TURY – The tradition of producing city portraits, common to the European culture since the fourteenth century, involved the Regno di Napoli as well, from the half of the fifteenth century, providing a collection of images of great historical and documentary relevance. However, it is especially in the eighteenth century, in conjunction with the phenomenon of the Grand Tour, that the city of Naples is represented by artists, most of all foreigners, in overall views, some taken frontally, others from the sea or from above, from “a bird’s eye view”, or in views of single urban episodes. Starting from the painting by Gaspar van Wittel, the contribution examines the activity of several Neapolitan view painters, also not very known, like Leonardo Coccorante, Carlo Bonavia, Gabriele Ricciardelli, Saverio della Gatta and Alessandro D’Anna, who portray urban spaces of a Naples almost unknown and not existing anymore. These works are today a source of exceptional interest in the history of artistic architectural economic and social events of Naples and its surroundings.

ASTRID PELLICANO
Santa Maria Capua Vetere. Sviluppo e centralità nell’ambito del comprensorio urbanizzato casertano, p. 83 – Abstract

SANTA MARIA CAPUA VETERE. SVILUPPO E CENTRALITÀ NELL’AMBITO DEL COMPRENSORIO URBANIZZATO CASERTANO – Oggetto di questo contributo è l’analisi dello sviluppo urbano di Santa Maria Capua Vetere (15,76 kmq e 32.603 abitanti al 2011) e della sua centralità nell’ambito della “Conurbazione Casertana”, il grande agglomerato urbano che si distende sulla via Appia tra Capua e Maddaloni.
La centralità connessa alla sua posizione sull’asse Roma-Napoli è stata conservata dalla nascita (XI-XIII secolo) fino a circa trent’anni fa, quando è andata affievolendosi innanzitutto per lo sviluppo urbano disordinato e a macchia d’olio della città oltre il proprio perimetro comunale, che l’ha portata ad assumere l’aspetto negativo del continuum urbanizzato che rende la categoria della “città” non più in grado di esprimere l’articolazione dei processi sociali e territoriali.
L’Amministrazione comunale da qualche tempo si sta mobilitando per far riacquistare alla città nuova competitività attraverso iniziative in seno a piani e progetti di riqualificazione territoriale.SANTA MARIA CAPUA VETERE. DEVELOPMENT AND CENTRALITY INTO THE CASERTAN URBANIZED AREA – Object of this contribution is the analysis of the urban development of S. M. Capua Vetere (15.76 sq. km and 32,603 inhabitants in 2011) and of its centrality in the context of the “Conurbazione Casertana”, the large urban conglomerate that stretches on Appia Street between Capua and Maddaloni.
The importance connected to its position on the Rome-Naples axis has been preserved from its origin (11th-13th century) until around thirty years ago, when it starts decreasing due to a messy and scattered urban development of the city beyond its municipal perimeter. This disorganized urban development has led S.M. Capua Vetere to take the aspect of a negative “urban continuum” that the city is no longer able to realize through an articulated social and territorial process.
The municipal administration from some time is mobilizing to regain for the city new com-petitiveness through initiatives developing plans and territorial requalification projects.

MICHELE CASTELNOVI
Alcune “Ligurie” nella rappresentazione cartografica tra il 1789 e il 1860, p. 113 – Abstract

ALCUNE “LIGURIE” NELLA RAPPRESENTAZIONE CARTOGRAFICA TRA IL 1789 E IL 1860 – Tra le regioni d’Italia, la Liguria è l’unica che è stata annessa al Regno di Sardegna nel 1815, dopo il Congresso di Vienna. Nei primi decenni del XIX secolo, i confini amministrativi sono stati oggetto di molti profondi cambiamenti. La cartografia di tale epoca rappresenta fedelmente i cambiamenti storici in atto. L’Autore suggerisce che lo studio delle mappe storiche delle regioni italiane può essere utile oggi nel dibattito sul federalismo e sull’abolizione delle province.

ABOUT SOME CARTOGRAPHIC PORTRAITS OF LIGURIA (1789-1861) – Among the regions of Italy, Liguria is the only one that has been annexed by the Kingdom of Sardinia from 1815, after the Congress of Vienna. In the early decades of the 19th century, the administrative boundaries have been the subject of many profound changes. The cartography of that age represents faithfully the historical changes taking place. The Author suggests that the study of historical maps of Italian regions can be useful today in the debate on federalism and the abolition of the provinces.

VALENTINA DE SANTI
Il plan-relief du siège de Rome (1849-1852). Fonti, metodi e percorsi di una ricerca storico-cartografica in corso, p. 127 – Abstract

IL PLAN RELIEF DU SIEGE DE ROME (1849-1852). FONTI, METODI E PERCORSI DI UNA RICERCA STORICO-CARTOGRAFICA IN CORSO – Due sono i propositi dell’articolo. Da una parte, si vuole mostrare la complessità del corpus di materiali alla base della costruzione della maquette, corpus di materiali pressoché inedito. Dall’altra si vogliono tracciare le linee guida della tesi di dottorato in corso, incentrata sullo studio storico-cartografico del plastico. Attraverso il metodo biografico, la tesi si propone di penetrare all’interno del sistema di saperi e di tecniche della Galerie des plans-reliefs al fine di com-prendere il significato proprio di questa rappresentazione tridimensionale del territorio.

THE PLAN RELIEF DU SIEGE DE ROME (1849-1852). SOURCES, METHODS AND PATHS OF A HISTORICAL-CARTOGRAPHICAL RESEARCH IN PROGRESS – The objectives of the article are two. First to show the complexity of the ensemble of the totally innovative (unused before, original) materials used to build the model. Second to trace the guide lines of the doctorate in progress, which is centred on the historical-cartographic study of the model. The thesis purpose is to penetrate inside the system of knowledge and the techniques of the Galerie des plans-reliefs using the biographical method, in order to understand the real meaning of this tridimensional representation of the territory.

ASTRID PELLICANO
La dinamica amministrativa di Terra di Lavoro nei 150 anni dall’Unità: un tormentato riassetto territoriale, p. 145 – Abstract

LA DINAMICA AMMINISTRATIVA DI TERRA DI LAVORO NEI 150 ANNI DALL’UNITÀ – Oggetto di questo contributo è la dinamica dell’articolazione amministrativa della provincia di Terra di Lavoro dal 1861 al 2011. Ai fini della presente ricostruzione si è fatto riferimento ai tre principali mutamenti politico-istituzionali italiani: l’Unità, il ventennio fascista, il secondo dopoguerra. La riflessione su quelle congiunture ci permette di comprendere la natura dei criteri adottati dallo Stato nel ridisegno di questa realtà territoriale. Da una lettura delle variazioni provinciali, attraverso l’ausilio di strumenti normativi e cartografia, emerge la contraddittorietà di tali interventi che, soprattutto in una logica di accentramento, hanno determinato ritagli e variazioni a volte irrazionali, causa di molti squilibri.

THE DYNAMIC OF THE ADMINISTRATIVE DEVELOPMENT OF TERRA DI LAVORO DURING THE 150 YEARS OF UNITED ITALY – Object of this contribution is the dynamic of the administrative development of the province of Terra di Lavoro from 1861 to 2011. For the purposes of this reconstruction the study has referred to three main Italian political and institutional changes: the unification of the country, the two decades of fascism and the period after the Second World War. The reflection on these economic trends allows us to understand the nature of the criteria adopted by the State in redesigning this territorial reality. From a reading of provincial variations, through the help of regulatory instruments and cartography, it appears the contradiction of such interventions, which, especially in a logic of centralization, have resulted in cut-outs and sometimes irrational changes, causing many imbalances.

FULVIO LANDI
Paesaggi virtuali del passato. Cartografia storica, GIS e virtual landscaping: il caso dell’isola Palmaria, p. 167 – Abstract

PAESAGGI VIRTUALI DEL PASSATO. CARTOGRAFIA STORICA, GIS E VIRTUAL LANDSCAPING: IL CASO DELL’ISOLA PALMARIA – La ricostruzione dei paesaggi storici è motivata fondamentalmente dalla necessità di disporre di strati informativi a diffe-renti tagli temporali, necessari all’interpretazione del palinsesto di ogni singolo paesaggio, individuandone gli elementi caratterizzanti e quelli da tutelare. In tale ottica l’uso combinato di tecnologie GIS e software per il virtual landscaping risulta assai utile, in quanto tali strumenti consentono la gestione di serie storiche di dati, evidenziando i processi di tra-sformazione e generando ambienti immersivi di grande efficacia comunicativa. A titolo d’esempio vengono presentate alcune ricostruzioni effettuate sul paesaggio storico dell’Isola Palmaria (Comune di Porto Venere, La Spezia), mettendo in risalto il processo metodologico che dall’analisi delle fonti storiche ha portato alla creazione di un modello virtuale tridimensionale dell’isola.

VIRTUAL LANDSCAPES OF THE PAST. HISTORICAL CARTOGRAPHY, GIS AND VIRTUAL LANDSCAPING: THE CASE OF THE ISLAND OF PALMARIA – The reconstruction of historical landscapes is mainly motivated by the need for different layers to different time frames, that are necessary for the interpretation of the pattern of each landscape, thus identifying its key features and those which are to be protected. In this sense, the combined use of GIS technologies and virtual landscaping software becomes very useful, as they enable the organization of multiple historical data, by highlighting the transformation processes and creating immersive environments of great communicative effectiveness. As example, we present some reconstructions performed on the historic landscape of Palmaria Island (City of Porto Venere, La Spezia), highlighting the methodological process that from the analysis of historical sources has led to a virtual three-dimensional model of the island.

FRANCESCO ZAN
Georeferenziazione prospettica di foto e schizzi della spedizione De Filippi 1913-1914 al Karakorum con l’uso di fonti storiche integrate in un sistema GIS, p. 185 – Abstract

GEOREFERENZIAZIONE PROSPETTICA DI FOTO E SCHIZZI DELLA SPEDIZIONE DE FILIPPI 1913-1914 AL KARAKORUM CON L’USO DI FONTI STORICHE INTEGRATE IN UN SISTEMA GIS – Lo studio del patrimonio documentario della Spedizione De Filippi 1913-1914 al Karakorum richiede l’utilizzo di un sistema GIS congiunto a globi virtuali come Google Earth, per un’agevole gestione georeferenziata delle informazioni in 3D. In particolare in questo contributo si descrivono alcune tecniche per georeferenziare prospetticamente le immagini storiche di questa spedizione, al fine di poter usufruire di strumenti adeguati sia per studiare il paesaggio in tutte le sue forme, dai ghiacciai alle oasi artificiali, sia per valorizzare l’intero patrimonio documentario attraverso i globi virtuali. Le tecniche impiegate riguardano il Profile matching; l’individuazione speditiva di un toponimo da fonti scritte; le proiezioni prospettiche interne alla fotografia; l’estensione della vista 3D di Google Earth; e infine l’integrazione dei grandi panorami nella vista 3D di Google Earth.

PERSPECTIVAL GEOREFERENCING OF PHOTOS AND SKETCHES OF 1913-1914 DE FILIPPI’S EXPEDITION TO THE KARAKORUM, WITH HISTORICAL SOUR-CES INTEGRATED INTO A GIS – The study of the documentary heritage of the De Filippi 1913-1914 Expedition to the Karakoram requires the use of GIS in conjunction with virtual globes such as Google Earth, especially to cope with geo-referenced information in 3D. In this paper we describe several techniques for geo-referencing historical images of this expedition with perspective projections, in order to be able to study with state-of-the-art tools the landscape in all its forms, from glaciers to old artificial oases, and also to provide proper visualization and dissemination of the entire documentary heritage through virtual globes. The techniques used involve profile matching; quick identification and localization of a place name in written sources; perspective projections of objects inside a photograph; visual extension of the 3D view in Google Earth; and finally the integration of the great panoramic photographs in the 3D view of the virtual globe.

SALVATORE AMADUZZI, MAURO PASCOLINI
I SIT per la governance dei territori montani: montuosità o montanità?, p. 203 – Abstract

I SIT PER LA GOVERNANCE DEI TERRITORI MONTANI: MONTUOSITÀ O MONTANITÀ? – Una applicazione GIS finalizzata a fornire ai decisori politici e agli attori territoriali un supporto alle scelte relative ai modelli di zonizzazione dei territori montani italiani, sulla base di indicatori complessi a diversa scala e con diverso grado di generalizza-zione. Uno strumento che, in forma speditiva su basi cartografiche utilizzando banche dati di natura socio economica e geografica, vuole definire cosa s’intende per montagna popolando di indicatori i criteri di montuosità e di montanità, alla luce anche del dibattito scientifico, metodologico ed istituzionale in essere attorno ai territori montani.

A GIS FOR THE GOVERNANCE OF MOUNTAINS: MONTUOSITÀ OR MONTA-NITÀ? – A GIS application with the aim to provide policy makers and local actors a decision support system related to the models of Italian zoning of mountain territories on the basis of complex indicators at different scales and with different degrees of generalization. An instrument in the form of expeditious base maps using socio-economic and geographic databases which wants to define what is the meaning of mountain populating of indicators the muntuosità and montanità criteria in the light of the scientific, methodological and insti-tutional debate currently taking place around mountain areas.

LUISA CARBONE
La rappresentazione rizomatica del GIS nello studio del Municipio VIII di Roma, p. 227 – Abstract

LA RAPPRESENTAZIONE RIZOMATICA DEL GIS NELLO STUDIO DEL MUNI-CIPIO VIII DI ROMA – Il Municipio VIII costituisce sempre di più una vera opportunità per poter sperimentare il modello dell’urbanizzazione dilatata, nebulizzata, multipolare e reticolare, in altre parole, per ricorrere a Deleuze, uno spazio urbano molteplice e rizomatico. In questo contesto solo la potenzialità del GIS può decodificare la configurazione territoriale attraverso una pluralità dei modi di rappresentazione – che solo un GIS può gestire – che consenta diversi livelli e chiavi di ingresso in quel molteplice che è imprendibile e che invece è fondamentale per riscrivere l’estetica dei tasselli, apparentemente destrutturati, e che invece rappresentano i mille segni del Municipio VIII.

GIS RIZOMATIC REPRESENTATION STUDYING THE 8TH MUNICIPALITY OF ROME – The 8th Municipality is increasingly a real opportunity to test the model of dilated urbanization, nebulised, reticular and multi-polar, in other words, to refer to Deleuze, a rhi-zomatic and manifold urban area. In this context, only the potential of GIS can guide in de-codifying the territorial configuration through a variety of representation methods – that only the GIS is able to control – that allow different levels and input keys in that manifold, that is uncatchable, but crucial to rewrite an aesthetic of a series of dowels apparently “de-constructed” but instead representing the thousands of signs in the 8th Municipality.

ANNALISA D’ASCENZO, VALERIA SANTINI
Cartografie urbane e webGIS. L’area di Roma su cui insiste l’Università Roma Tre come spazio di analisi geografica e funzionale in un laboratorio geografico didattico sui GIS, p. 237 – Abstract

CARTOGRAFIE URBANE E WEBGIS. L’AREA DI ROMA SU CUI INSISTE L’UNIVERSITÀ ROMA TRE COME SPAZIO DI ANALISI GEOGRAFICA E FUNZIONALE IN UN LABORATORIO GEOGRAFICO DIDATTICO SUI GIS – Nell’A.A. 2011-2012, i docenti e gli iscritti al laboratorio Metodi e strumenti della ricerca geografica, svolto presso il Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci” dell’Università Roma Tre, hanno condotto un esperimento didattico con elaborazione dei dati geografici da database, realizzazione di schede informative e di cartografia digitale (una carta interattiva di Roma Tre visualizzabile con ArcReader). L’ateneo, dislocato con sedi e servizi in un’ampia area cittadina, ha fornito la realtà geografica di studio per il GIS, che aveva lo scopo di fornire aiuto a chi avesse necessità di spostarsi nel quadrante sud-occidentale di Roma alla ricerca di una segreteria o di una facoltà, o da un ufficio all’altro. Successivamente il progetto e le informazioni raccolte sono stati elaborati per produrre un webGIS (la Guida on line di Roma Tre disponibile sul sito del laboratorio: http://host.uniroma3.it/laboratori/labgeo/) aggiornabile grazie ai suggerimenti degli utenti. È stata inoltre realizzata una pianta a stampa relativa all’area urbana su cui l’università si sviluppa (I luoghi di Roma Tre), in scala 1:10.000 e con un espanso 1:5.000 per il tratto di Via Ostiense con maggiore densità di punti di interesse.

URBAN CARTOGRAPHIES AND WEBGIS. THE AREA OF ROME WHERE THE UNIVERSITY OF ROMA TRE IS LOCATED AS PLACE OF GEOGRAPHICAL AND FUNCTIONAL ANALYSIS FOR A DIDACTICAL LABORATORY OF GEOGRAPHY ON GIS – In the academic year 2011-2012, was conducted an educational experiment with the students of the laboratory Methods and tools of geographic research. Roma Tre University, located in a large urban area with offices and services, provided the geographic reality of GIS which was intended to provide help to those who need to move in south-west part of Rome. In this lab students have collected the information to be included in the database, they realized sheets and digital cartography. Subsequently, the project and datas collected were processed to produce a webGIS (the On line Guide of Roma Tre is available on the website: http://host.uniroma3.it/laboratori/labgeo/). The GIS can be updated with input from web users. It was also produced a map of the urban area where the university is spread (Sights of Roma Tre), at a scale of 1:10,000 and 1:5,000 for an expanded stretch of the Via Ostiense where is greater density of points of interest.