Giornata inaugurale Centro Geo-Cartografico di Studio e Documentazione (GeCo)

Il giorno 10 ottobre si terrà a Rovereto (TN) la Giornata inaugurale del Centro Geo-Cartografico di Studio e Documentazione (GeCo).

Il GeCo, frutto di un accordo tra l’Università di Trento, la Provincia Autonoma di Trento e il Comune di Rovereto, nasce con la duplice valenza di nucleo di ricerca accademica nei campi della geografia, geografia storica e cartografia, e come centro di geografia applicata in servizi per enti, professionisti e interessati alla gestione sostenibile del territorio.

La Giornata inaugurale si articolerà in una mattina di interventi da parte di eminenti rappresentanti di istituzioni locali e nazionali, a cui seguirànno una lectio magistralis tenuta dal Prof. Giuseppe Scanu e una visita guidata alla esposizione di cartografia storica “Imago Tridentina. La cartografia storica manoscritta del Trentino dagli archivi territoriali” curata dalla Prof.ssa Dai Prà e introdotta dalla Prof.ssa Carla Masetti.

Nel corso del pomeriggio, eminenti studiosi e personalità del dibattito accademico e pubblico – tra cui Andrea Riggio, Valdo Spini, Riccardo Morri, Silvia Viviani, Gen. Pietro Tornabene, etc. – si confronteranno in un “salotto geografico” aperto al pubblico sul ruolo applicativo della geografia, in due tavoli di discussione dedicati alla “geografia nella formazione” e “geografia nella programmazione territoriale”.

Locandina

Rinnovo cariche sociali CISGE 2020-2022

In previsione dell’avvio delle procedure per il rinnovo delle cariche sociali del CISGE per il triennio 2020-2022 è stata dedicata una sezione apposita con i materiali informativi necessari accessibile QUI.

 

Call for paper – I viaggi e la modernità. Dalle grandi esplorazioni geografiche ai mondi extraterrestri

Il Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici e il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università Roma Tre organizzano a Roma, nei giorni 5 e 6 dicembre 2019, un convegno internazionale di studi dal titolo I viaggi e la modernità. Dalle grandi esplorazioni geografiche ai mondi extraterrestri.

Convegno internazionale di studi I viaggi e la modernità. Dalle grandi esplorazioni geografiche ai mondi extraterrestri (Roma, 5-6 dicembre 2019)

 Il 2019 segna nella storia dei viaggi e delle esplorazioni una ricorrenza importante: si celebrano infatti i cinquecento anni dalla partenza del primo viaggio di circumnavigazione del mondo affidato a Ferdinando Magellano e i cinquanta anni dallo sbarco dell’Apollo 11 sulla Luna.

Partendo da questi spunti, il Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici e il Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci” del Dipartimento di Studi umanistici di Roma Tre organizzano a Roma un convegno che vuole riflettere sul peso avuto dalle grandi esplorazioni e dai viaggi nell’evoluzione del pensiero e della cultura, nelle scienze e nei saperi intesi in senso ampio, dalla politica alla religione, dall’antropologia alla storia dell’arte, dalla farmacopea all’alimentazione.

Gli elementi di novità che scossero l’Europa nel primo Cinquecento, e di conseguenza il resto del mondo, inaugurarono anche terminologicamente l’inizio di un processo di differenziazione, di caratterizzazione, di specificazione di moltissimi aspetti della realtà proseguito nei secoli successivi, grazie ai confronti sempre più diretti fra civiltà lontane, agli scambi materiali e immateriali, alle riforme e alle rivoluzioni che scaturirono dal progressivo allargamento dell’orizzonte geografico. Le Indie, Orientali e Occidentali, furono sottoposte a locali processi di conquista, sfruttamento ed evangelizzazione che andarono di pari passo con le lotte di potere legate all’ascesa o alla decadenza delle grandi potenze europee fino al XIX secolo.

I viaggi diretti alle Americhe e alle regioni inesplorate (Australia e Africa) si collegano così a quelli compiuti nel Novecento nelle terre polari che a loro volta trovano molti echi nelle spedizioni verso i mondi extraterrestri nei quali l’aspetto tecnologico sembra prevalente, ma che toccano da vicino gli stessi temi della percezione, dell’apertura al nuovo, in un fluire ininterrotto delle esperienze odeporiche dall’esplorazione della Terra a quella dello spazio.

L’incontro è aperto alle discipline che si occupano di viaggi e letteratura, di evoluzione del pensiero scientifico, di geografia e di storia, di rapporti transcalari e di lungo periodo fra l’Europa, i continenti extraeuropei e i mondi extraterrestri. Questi gli spunti di partenza che verranno analizzati dagli intervenuti per riflettere sull’importanza del viaggio nell’apertura degli spazi fisici e mentali.

Il termine ultimo per presentare proposte è il 15 settembre 2019. Chi fosse interessato può inviare una email a segreteria@cisge.it indicando il titolo dell’intervento, il nome/i del/i proponente/i con un riferimento (email) e l’ente di appartenenza, un breve abstract (max 2000 caratteri) e da 3 a 5 parole chiave.

Call for paper

Conferencia internacional

Viajes y modernidad. De las grandes exploraciones geográficas a los mundos extraterrestres

5-6 de diciembre de 2019

En 2019 se celebran dos importantes aniversarios en la historia de los viajes y las exploraciones: los quinientos años transcurridos desde el inicio del primer viaje de circunnavegación del mundo confiado a Fernando de Magallanes y el quincuagésimo aniversario de la llegada del Apolo 11 a la Luna.

A partir de estos eventos, el Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici y el Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci” del Departamento di Studi umanistici de la Universidad de Roma Tre, en colaboración con la Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma organizan un congreso internacional que quiere reflexionar sobre el peso de las grandes exploraciones y viajes en la evolución del pensamiento y la cultura, en las ciencias y en el conocimiento entendido en sentido amplio, desde la política hasta la religión, desde la antropología hasta la historia del arte, desde la farmacopea hasta la alimentación.

Los elementos de novedad que sacudieron Europa a principios del siglo XVI, así como al resto del mundo, también inauguraron el inicio de un proceso de diferenciación, caracterización, especificación de muchos aspectos de la realidad. Ese proceso continuó en los siglos siguientes gracias a las comparaciones cada vez más directas entre civilizaciones distantes, intercambios materiales e inmateriales, reformas y revoluciones que surgieron de la ampliación progresiva del horizonte geográfico. Las Indias, este y oeste, fueron sometidas a procesos locales de conquista, explotación y evangelización que progresivamente desarrollaron las luchas de poder vinculadas al ascenso o caída de las grandes potencias europeas hasta el siglo XIX.

Los viajes a las Américas y a las regiones inexploradas (Australia y África) se vincularon así con las expediciones realizadas en el siglo XX a las tierras polares. Estas últimas, a su vez, encuentran muchas similitudes en los viajes hacia los mundos extraterrestres, en los que el aspecto tecnológico parece prevalecer, pero que están relacionados con los mismos temas de percepción, de apertura a lo nuevo, en un flujo ininterrumpido de experiencias odepóricas desde la exploración de la Tierra a la del espacio.

El encuentro está abierto a las disciplinas que abordan los viajes y la literatura, la evolución del pensamiento científico, la geografía y la historia, con relaciones transcalares y de largo plazo entre Europa, los continentes extraeuropeos y los mundos extraterrestres. Estos son los puntos de partida que los participantes analizarán para reflexionar sobre la importancia del viaje en la apertura de los espacios físicos y mentales.

La fecha límite para presentar propuestas es el 15 de septiembre de 2019. Los interesados pueden enviar un correo electrónico a segreteria@cisge.it indicando el título de la ponencia, el nombre (s) del proponente (s) con una referencia (correo electrónico), la universidad/organización, un resumen breve (máximo 2000 caracteres) y 3-5 palabras clave.

 

International Conference

Travels and Modernity. From the Great Geographical Explorations to Extraterrestrial Worlds 

December 5-6, 2019.

Year 2019 marks two important anniversaries in the history of travels and explorations. It is indeed 500 years after Ferdinand Magellan’s departure for the first circumnavigation of Earth and 50 years after the first Lunar landing by Apollo 11.

Taking an opportunity from the commemoration of both events, the Italian Centre for Geo-Historical Studies and the “Giuseppe Caraci” geo-cartographic Laboratory of the Humanities Department – Roma Tre University, along with the Escuela Española de Historia y Arqueología en Roma, is organizing an International Conference to be held in Rome. The event will focus on the importance of explorations and travels in pushing forward the evolution of thought and culture in science as well as in general perception, from politics to religion, from anthropology to history of art, from pharmacopoeia to food supply.

The elements of innovation which pervaded Europe – and therefore the rest of the world – defined the beginning of a process involving differentiation, characterization, specification (even up to a terminological level) of quite many aspects of life. Such process was to continue in the following centuries, thanks to contacts with far civilizations, material and immaterial exchanges, reforms and revolutions which derived from the progressive widening of geographical horizons.

Regions of the Americas and Asia were subject to conquest, exploitation and evangelization, all affected by contrasts among European powers until the 19th century.

Travels to Americas and other unexplored regions (e.g. Australia and Africa), can be conceptually associated to those towards the Polar areas in the 20th century and to expeditions towards extraterrestrial worlds. In the latter, the technological components seem to be predominant; however, they involve the same themes of perception, openness to novelty, in a continuous flow of travel experiences from the exploration of Earth to the exploration of outer space.

The Conference welcomes studies about travel and literature, evolution of scientific thought, geography and history, transcalar and long-term relations among Europe, extra-European continents and extraterrestrial spaces. Speakers from these fields are invited to present their reflections on the importance of travel in the opening of physical as well as mental spaces.

The due date for submitting proposals is September 15th, 2019. Applicants should send an e.mail to segreteria@cisge.it, specifying the title of the proposed work, the proponents’ names, a contact e.mail, the proponents’ affiliations, a short abstract (2000 characters max) and between 3 and 5 keywords.

 

Limits. Marges Franges Fronteres

Il prossimo 6 novembre all’Università di Girona, organizzato dalla Càtedra de Geografia i Pensament Territorial, si terrà il seminario “Limits. Marges Franges Fronteres”.

Programma

Software antiplagio

Adozione di un comune software antiplagio da parte delle riviste dei sodalizi geografici italiani aderenti al SOGEI

Nell’ambito della collaborazione avviata tra le Associazioni e i Sodalizi geografici italiani (in particolare AGEI, AIC, AIIG, CISGE, SGI, SSG che hanno dato vita al Coordinamento SOGEI), un aspetto rilevante è quello della tutela dell’etica della ricerca, dell’adozione di strumenti condivisi e strategie di trasparenza e comunicazione. È quindi doveroso informare dettagliatamente la Comunità sulle procedure che le Riviste SOGEI hanno concordemente deciso di adottare.

ANTIPLAGIO: Le Riviste utilizzano di routine su tutte le proposte di pubblicazione ricevute un comune software antiplagio, dotato di un’ampia base-dati che sarà ulteriormente arricchita durante l’utilizzo. Il software può anche potenzialmente confrontare lo scritto testato con articoli pubblicati in lingue differenti, rilevando, dunque, eventuali proposte che dovessero risultare ampiamente basate su traduzioni. Il responso del software e il suo effetto sull’iter di pubblicazione, pur essendo tecnicamente derivanti da algoritmi di comparazione che possono fornire esiti quantitativi e riferimenti a eventuali fonti non citate, non sono automatici: eventuali segnalazioni, infatti, verranno attentamente studiate dalle redazioni e l’effetto sulla specifica proposta deriverà in ogni caso dalla puntuale e approfondita verifica effettuata. Le verifiche che dovessero segnalare un grave plagio sarebbero note (assieme ai chiarimenti eventualmente forniti dall’autore o autrice) alle redazioni di tutte le Riviste che adottano il sistema.

ANTI-DUPLICAZIONE: Al fine di evitare prassi improprie – che talvolta possono realizzarsi per delle mere sviste – come la contemporanea proposta dello stesso scritto a più di una redazione, le Riviste condividono un database delle proposte pervenute in grado di consentire rapidamente un raffronto di eventuali testi molto simili, e che riportano senza opportuna citazione ampi e ripetuti medesimi stralci, anche se sottoposti con titoli diversi. Si sottolinea che il processo di verifica, referaggio ed eventuale accettazione del testo per la pubblicazione resta totalmente in carico a ciascuna Rivista, così come ogni modalità operativa per il trattamento “interno” del testo (dalla verifica alla composizione).

È importante evidenziare come queste e altre modalità di collaborazione non discendano necessariamente da specifici fatti concreti, ma segnalino piuttosto la volontà e la capacità della comunità geografica di auto-regolamentarsi e organizzarsi per mantenere e rafforzare la qualità delle sue riviste scientifiche, di incentivare la più grande attenzione per l’etica della ricerca e di rendere sempre più trasparenti le prassi di pubblicazione.

Il paesaggio scomparso della gelsicoltura in Vallagarina: un approccio geografico-storico a fonti integrate

«Geostorie», anno XXVII, n. 1, 2019

Nicola Gabellieri

IL PAESAGGIO SCOMPARSO DELLA GELSICOLTURA IN VALLAGARINA: UN APPROCCIO GEOGRAFICO-STORICO A FONTI INTEGRATE – Il presente contributo è dedicato a ricostruire la storia del paesaggio della gelsicoltura nel Roveretano e nella Vallagarina dal XVI secolo ai nostri giorni utilizzando un approccio geografico-storico microanalitico. Il ventaglio di fonti storiche comprende documenti cartografici, iconografici e testuali e osservazioni autoptiche. I risultati delle analisi consentono di delineare la diffusione dei gelsi e l’evoluzione delle pratiche e conoscenze rurali legate alla loro gestione, mettendo in evidenza come le alberate fossero soggette a un uso multiplo e strettamente integrate non solo alla produzione serica, ma anche alle attività agro-silvo-pastorali; un sistema di reciproco interscambio ostacolato dalla letteratura agronomica e dalla “modernizzazione” del settore sericolo a partire dall’Ottocento. Pratiche di gestione delle risorse ambientali dimenticate come le aree di impianto e i metodi di innesto e potatura sono stati identificati, in direzione di una “geografia storica applicata” a possibili iniziative di recupero. I gelsi della Vallagarina costituiscono infatti un caso paradigmatico di bio-cultural heritage e post-cultural landscape, frutto dell’interrelazione antropica e ambientale e a oggi quasi completamente scomparso.

THE DISAPPEARED MULBERRY GROWING LANDSCAPE IN THE VALLAGARINA: A MULTI-PROXY GEOGRAPHICAL-HISTORICAL APPROACH – This essay deals with the history of mulberry growing landscape in the Rovereto territory and in the Vallagarina from XVI century to nowadays. The work is based on a geographical and historical micro-analysis approach; the range of historical sources involves cartographies, iconographies and textual documents and observational evidences. The output of the analysis allows to identify the mulberry trees spread and the evolution of rural practices and knowledges linked to their management. In the past, mulberry trees cultivation was a multiple system of resource use, stricktly linked with sericulture, but also with agro-sylvo-pastoral activities; in XIX century, this interrelated system was hindered by agronomic sciences devoted to the “modernization” of silk production. Former and forgotten practices of environmental resources management, as the areas of trees plantation and graft and pruning methods have been identified. Results are direct to an “applyed historical geography” for the preservation and enhancement in broader project of handcrafted silk production recovery. Mulberry trees landscape are indeed a paradigmatic case of “bio-cultural heritage” and “post-cultural landscape” result of the interrelation between environment and human activities.

Parole chiave: Geografia storica; Patrimonio bio-culturale; Gelsicoltura; Fonti multiple; Valle alpina.

Keywords: Historical Geography;,Bio-cultural heritage; Mulberry growing; Multiple sources; Alpine valley.

«Oltre la Muraglia, il vuoto»: la Cina secondo Alberto Moravia (1967)

«Geostorie», anno XXVII, n. 1, 2019

Michele Castelnovi

«OLTRE LA MURAGLIA, IL VUOTO»: LA CINA SECONDO ALBERTO MORAVIA (1967) – Lo scrittore italiano Alberto Moravia è noto soprattutto per i suoi romanzi, ma ha collaborato a lungo con il giornale “Corriere della Sera” con i suoi reportage dall’estero. In particolare, ha viaggiato in Russia, India, ma soprattutto in Cina due volte, sia nel 1936, sia nel 1967 (assieme a Dacia Maraini). Gli articoli pubblicati nel 1967 sono stati poi raccolti in un volume, pubblicato proprio nell’anno in cui dilagava in Italia una “moda” dell’ammirazione verso la Cina maoista.
Nei suoi articoli, Moravia esprime le proprie preoccupazioni per il ruolo geopolitico della Cina e per alcuni elementi caratteristici della geografia cinese: la Grande Muraglia (che separa metaforicamente la Cina dall’esterno, come la ben più solida barriera linguistica), la posizione nella parte più estrema del continente euroasiatico, la particolare situazione di “Natura, in assenza di essere umani” nella zona al confine Coreano (ricondotta all’Eden).

«BEYOND THE WALL, THE VOID»: CHINA ACCORDING TO ALBERTO MORAVIA (1967) – The Italian writer Alberto Moravia is best known for his novels, but he has long collaborated with the newspaper “Corriere della Sera” with his reportage from abroad. In particular, he traveled to Russia, India, but especially to China twice, both in 1936 (alone) and in 1967 (together with Dacia Maraini). The articles published in 1967 were then collected in a volume, published just in the year in which a “fashion” of admiration was spreading in Italy towards Maoist China.
In his articles, Moravia expresses his concerns for the geopolitical role of China and for some characteristic elements of Chinese geography: the Great Wall (which metaphorically separates China from the outside, as the much more solid linguistic barrier), the position in the part more extreme of the Eurasian continent, the particular situation of “Nature, in the absence of human beings” in the area on the Korean border (Wilderness as Eden).

Parole chiave: Letteratura di viaggio; Geografia odeporica; Percezione della Cina in Italia nel Sessantotto.

Keywords: Travel literature; Odeporic Geography; Perception of China in Italy in 1968.

Egnazio Danti e le carte del Theatrum Mundi della Guardaroba nuova in Palazzo Vecchio (Firenze). Le fonti geocartografiche

«Geostorie», anno XXVII, n. 1, 2019

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Anna Guarducci

EGNAZIO DANTI E LE CARTE DEL THEATRUM MUNDI DELLA GUARDAROBA NUOVA IN PALAZZO VECCHIO (FIRENZE). LE FONTI GEOCARTOGRAFICHE – Lo scritto considera il Theatrum mundi o atlante di 53 carte geografiche regionali – disposte secondo l’ordine di Tolomeo per i quattro continenti America, Europa, Africa e Asia –, dipinte negli sportelli degli armadi della Sala della Guardaroba Nova di Palazzo Vecchio a Firenze, dal cosmografo del duca Cosimo I dei Medici Egnazio Danti nel 1563-75 (30 figure con il grande globo terrestre in ferro che correda il ciclo) e dal successore Stefano Bonsignori (23 figure). Rispetto alla letteratura esistente, viene approfondita la tematica delle innumerevoli fonti utilizzate soprattutto dall’inventore del ciclo: fonti cartografiche (specialmente le note rappresentazioni generali e regionali di Giacomo Gastaldi, Abramo Ortelio e Gerardo Mercatore, ma anche alcune geoiconografie di Bartolomeu Velho, Olaus Magnus, George Lily, Antony Jenkinson e altri) e opere geografico-descrittive antiche, medievali e moderne (con speciale riguardo per gli scritti di Marco Polo, Giovanni Battista Ramusio, Joao de Barros e tanti altri viaggiatori), oltre naturalmente alla classica Geographia tolemaica.

EGNAZIO DANTI AND THE MAPS OF THEATRUM MUNDI IN THE GUARDAROBA NUOVA IN PALAZZO VECCHIO (FLORENCE). CARTOGRAPHIC SOURCES – The paper considers the Theatrum mundi, or atlas, of 53 regional maps – arranged according to the order of Ptolemy for the four continents America, Europe, Africa and Asia –, painted in the doors of the wardrobes of the Sala della Guardaroba Nova of Palazzo Vecchio in Florence, by the cosmographer of Duke Cosimo I of the Medici Egnazio Danti in 1563-75 (30 figures with the big globe terrestrial iron that accompanies the cycle) and by the successor Stefano Bonsignori (23 figures).
Compared to the existing literature, the paper explores the theme of the innumerable sources used above all by the inventor of the atlas: cartographic sources (expecially the well-known general and regional representations of Giacomo Gastaldi, Abramo Ortelio e Gerardo Mercatore, but also some geo-iconographic works by Bartolomeu Velho, Olaus Magnus, George Lily, Antony Jenkinson and others) and ancient, medieval and modern geographic-descriptive works (with special regard for writings of Marco Polo, Giovanni Battista Ramusio, Joao de Barros and many other travelers), in addition, of course, to the classical Ptolemaic Geography.

Parole chiave: Egnazio Danti; Guardaroba medicea; Palazzo Vecchio (Firenze); Theatrum Mundi; Fonti geocartografiche.

Keywords: Egnazio Danti; Guardaroba medicea; Palazzo Vecchio (Firenze); Theatrum Mundi; Geocartographic Sources.