I laghi di frana nell’Appennino romagnolo. Una prospettiva storico-geografica
Abstract
L’Appennino romagnolo è da un lato in gran parte caratterizzato da Formazioni geologiche friabili o di consistenza plastica (si pensi ai vasti affioramenti arenacei miocenici e a quelli argillosi plio-pleistocenici e scagliosi), dall’altro da un clima di transizione a cavallo tra il bioma mediterraneo e quello continentale, con picchi di precipitazioni concentrate in pochi mesi e conseguenti regimi fluviali irregolari. Volumi idrici limitati hanno poi permesso ai vari corsi d’acqua di incidere nel substrato valli relativamente anguste. Sulla base di tali fattori, in area romagnola non è stata infrequente anche in epoca storica la formazione di laghi di frana, di dimensioni e durata temporale varie, originati dallo sbarramento della vallata da parte di un processo gravitativo. Ripartendo da una ricerca in proposito di Lucio Gambi (1948), il contributo prenderà in esame, alla luce delle nuove acquisizioni, una serie di casi (Sorbano, Boesimo, Quarto, Castrocaro) in una prospettiva cronologica di lungo periodo, dall’età romana al Novecento, discutendo le varie fonti a disposizione per l’indagine (archeologiche, scritte, iconografiche, cartografiche, fotografiche) e delineando gli esiti finali e le strategie di adattamento, mitigazione o soluzione adottate dalle comunità locali, nel più ampio contesto delle macro-congiunture storiche di ciascun evento.
Romagna Apennine (Northern Italy) is largely characterized, from one side, by Geological Formations with weak or plastic consistency (e.g. Miocenic sandstones of Marnoso-arenacea Fm or clays of Argille Azzurre Fm and Argille Scagliose Fm), from the other by a climate of transition between Mediterranean and Continental biomes, whose trends show a concentration of rainfalls in a few months only and, as a consequence, variable riverine regimes. Moreover, the small water volumes of the rivers allowed, in this region, the formation of narrow valleys superimposed to the bedrock. On the basis of these factors, the creation of landslide dams, with different dimensions and different durations, caused by gravitational processes, was not infrequent during historical time in Romagna Apennine. Using an essay by leading Italian geographer Lucio Gambi (1948) as a starting point, the paper will deal with several case-studies from this region (Sorbano, Boesimo, Quarto, Castrocaro) in a long term perspective, from the Roman Age to the 20th century, discussing the different sources (archaeological, written, iconographic, cartographical, photographic) available. The final results and the strategies of adaptation, mitigation or solution undertaken by the local communities, in the broader context of the historical juncture of each event, will be outlined.

