L’emigrazione italiana dal 1876 al primo dopoguerra, fra Storia sociale e Geografia del potere
Abstract
L’esperienza dell’emigrazione italiana all’estero attraversa tre secoli. Nel corso di questa lunga traiettoria temporale, la natura delle emigrazioni è stata soggetta a cambiamenti e ha assunto tratti che l’osservazione storico-geografica consente di ricostruire. L’impianto metodologico del lavoro si basa su fonti secondarie di storia dell’emigrazione delle quali viene proposta una lettura con riferimento alla geografia del potere. Le relazioni di potere alimentano dinamismi più o meno articolati e non necessariamente binari, all’interno dei quali il migrante si muove in un quadro condizionato da reti internazionali e locali che attraversano dimensioni diverse. La rilettura della prima fase dell’emigrazione italiana, finalizzata a cogliere gli aspetti legati all’esercizio del potere, favorisce anche l’analisi dell’ordine del discorso che su di essa viene elaborato, in ogni epoca e in ciascun ambito regionale. Nel ricomporre alcuni lineamenti non esclusivamente fattuali, la storia pone domande riguardo agli eventi, alla costruzione del discorso su di essi, alle implicazioni territoriali di entrambi e getta luce su certi tratti della contemporaneità difficilmente identificabili nel loro svolgersi. In ultima istanza, incrociare la storia dell’emigrazione con la geografia del potere offre l’opportunità di guardare al passato non tanto in termini retorici, quanto analitici, fornendone un’interpretazione critica rivolta anche al presente.
Italian international migration crosses three centuries. During this timeframe, the nature of migration has changed, assuming traits which may be recomposed through historical and geographical observation. Methodologically, the work is grounded in secondary sources on history of migration, taken from the perspective of the geography of power. Power relations generate more or less sophisticated dynamics, not necessarily binary. Migrants move within them, through international and local networks which cross diverse dimensions. Intending to capture aspects which relate to power, the reading of the first phase of Italian migration also permits analysis of the order of the discourse, elaborated in any period and regional context of migration. By reformulating more than just factual aspects, history asks questions concerning events, the organization of the discourse about them and the territorial implications of both. Furthermore, it enlightens aspects of contemporaneity which are difficult to identify in progress. Ultimately, the intersection of history of migration with the geography of power provides an opportunity to look at the past not only in rhetorical, but also in analytical terms. This allows a critical examination of the past, which also relates to the present.

