Nazi Wetland Reclamations as “Territorial Totalitarianism”

  • Federica Letizia Cavallo
Parole chiave: Wetland Reclamations, Nazi Totalitarianism, Adolf Hitler Polder, Pripet Marshes, Auschwitz-Birkenau, Bonifica delle zone umide, Totalitarismo nazista, Polder Adolf Hitler, Paludi di Pripiat

Abstract

NAZI WETLAND RECLAMATIONS AS “TERRITORIAL TOTALITARIANISM” ‒ The article focuses on wetland reclamation works carried out, or planned, by the Nazi regime. Three major cases are considered: the new polders in Schleswig-Holstein (northern Germany), the land reclamation project for the Pripet Marshes (southern Belarus and northern Ukraine), land reclamation’s metaphor and reality within the Nazi concentration and extermination camps (Auschwitz-Birkenau). Several similarities emerge between these projects for “normalising” the landscape and its natural hydro-paedological regime, considered as alien and pernicious for the geographical body of the Nation, with the excision of non-integrated persons from its socio-political body. According to Arendt’s (1951) classical definition, the totalitarianism is an exercise of absolute control and annihilation of subjectivity; considering that Nazi land reclamation projects consisted of absolute control over land and water arrangements with the contemporary annihilation of any existing socio-spatial subjectivity, we can conceive these projects as an expression of “territorial totalitarianism”. In a similar direction leads the interpretation of the Nazi reclamation projects within the conceptual framework of the Nazi biopolitical project proposed by Agamben (1998). Arranged within this framework of meanings, the contribution offers an interpretation of the socio-territorial transformation project operated, through land reclamation, by Nazi Germany that is more in keeping with the political-ideal meanings that drove it.

 

LE BONIFICHE NAZISTE DELLE ZONE UMIDE COME “TOTALITARISMO TERRITORIALE” – L’articolo analizza le opere di bonifica delle zone umide realizzate, oprogettate, dal regime nazista. Vengono presi in considerazione tre casi principali: ipolder dello Schleswig-Holstein (Germania settentrionale), il progetto di bonifica dellepaludi di Pripiat (Bielorussia meridionale e Ucraina settentrionale), la metafora e la realtàdella bonifica all’interno dei campi di concentramento e di sterminio nazisti (Auschwitz-Birkenau). Emergono diverse analogie tra questi progetti di “normalizzazione” delpaesaggio e del suo regime idro-pedologico naturale, considerato estraneo e perniciosoper il corpo geografico della Nazione, con la radicale esclusione delle persone nonintegrate dallo stesso corpo socio-politico operato dal nazismo. Secondo la classicadefinizione di Arendt (1951), per la quale il totalitarismo è da considerarsi come unesercizio di controllo assoluto e di annientamento della soggettività, e tenuto conto che iprogetti di bonifica nazisti qui analizzati richiedevano il controllo assoluto della terra edelle acque, oltre al contemporaneo annientamento di qualsiasi soggettività socio-spazialeesistente, tali programmi possono essere considerati come un’espressione di“totalitarismo territoriale”. Come tali essi emergono anche collocati nel quadroconcettuale del progetto biopolitico nazista proposto da Agamben (1998). Disposto inquesto ambito di significati, il contributo offre una chiave interpretativa del progetto ditrasformazione socio-territoriale operato tramite le bonifiche dalla Germania nazista. Neemerge l’aderenza al più generale quadro di significati politico-ideali del nazismo stesso.

 

Pubblicato
2025-01-13