Geografi in viaggio. Muoversi nel Regno di Napoli per misurarlo
Abstract
L’istituzione di un laboratorio geo-cartografico a Napoli, nel 1781, diede l’avvio a una nuova e inattesa modalità di viaggio per tutte le provincie del Regno e lungo i suoi litorali. Non si trattava di viaggiatori occasionali, né curiosi o raffinati amanti delle arti e nemmeno di scienziati, che pure viaggiavano in quegli anni soprattutto per la presenza di importanti fenomeni vulcanici primari e secondari. Le finalità di questo nuovo e diverso gruppo di viaggiatori erano anche scientifiche e il complesso lavoro di spostamenti in luoghi a volte quasi inaccessibili del Regno era realizzato attraverso un sistema delicato e coerente di finanziamenti. Si trattava di ingegneri geografi, di rilevatori e a volte di artisti, che dovevano letteralmente perlustrare palmo a palmo il territorio, misurarlo e ritrarlo. Si viaggiava spesso in luoghi poco frequentati, con comunicazioni viarie incerte, in zone impervie, o pianure malariche e cime inaccessibili, scontrandosi spesso con una popolazione ostile. Ci si portava appresso un pesante fardello di strumenti, stando assenti anche per mesi dalla capitale ma bisognava resistere, misurare, rilevare e disegnare. Le comunicazioni erano difficili, ma dalla capitale bisognava intervenire prontamente anche se a distanze considerevoli per rispondere alle problematiche che i geografi incontravano, spesso inattese, di giorno in giorno. Con alcuni esempi cercheremo di investigare e di chiarire come sia stato possibile viaggiare per l’intero Regno di Napoli e rilevarlo in pochi anni, e quali meccanismi finanziari e quali espedienti operativi si siano dovuti trovare per tale nuova inedita modalità di viaggio.
The establishment of a geo-artographic laboratory in Naples, in 1781, started a new and unexpected travel method in all the provinces of the Kingdom and along its coasts. These people were not occasional travelers, nor curious or refined artists and not even pure scientists, who also traveled in those years especially for the presence of important primary and secondary volcanic phenomena. The purposes of this new and different group of travelers were also scientific and the complex work of movements in sometimes almost inaccessible places in the Kingdom was carried out through a delicate and coherent system of funding. They were geographers engineers, surveyors and sometimes artists, who had to literally patrol the territory, measuring and portraying it. They often traveled in little frequented places, with uncertain roads, in impervious areas, or malarial plains and inaccessible peaks, often clashing with a hostile population. A heavy burden of tools was carried out, according to months also for months from the capital but it was necessary to resist, measure, detect and draw. The communications were difficult, but from the capital it was necessary to intervene promptly even if at considerable distances solve problems that geographers encountered, often unexpected, day by day. With some examples we will try to investigate and clarify how it was possible to travel in the entire Kingdom of Naples and survey it in a few years, and what financial mechanisms and operating expedients had to be found for this new unprecedented travel method.

