Giuseppe Bifezzi, ingegnere dell'Officio Topografico Napoletano, e i rilievi della Valle Telesina per la costruzione della carta del Regno

  • Rosario De Iulio
  • Pacifico Cofrancesco
Parole chiave: Giuseppe Bifezzi, Cartografia ottocentesca, Curve di livello, Telegometro, Regno delle Due Sicilie

Abstract

Questo articolo indaga il ruolo di Giuseppe Bifezzi (1798-1881) nella modernizzazione della cartografia del Regno delle Due Sicilie, tra innovazione tecnica e vincoli istituzionali. Formatosi nel Reale Officio topografico di Napoli, erede della scuola di Rizzi Zannoni, Bifezzi si distinse per l’introduzione delle curve di livello negli anni Trenta dell’Ottocento, anticipando standard adottati solo dopo l’Unità, e per l’invenzione del telegometro, strumento ottico volto a ottimizzare i rilievi topografici in un contesto di risorse limitate. Attraverso l’analisi delle sue carte della Valle Telesina (1830-1831), conservate presso l’Istituto geografico militare di Firenze, emerge un approccio innovativo nella precisione orografica e infrastrutturale, documentato da metodologie GIS. Nonostante i riconoscimenti internazionali, come la medaglia all’Esposizione di Londra del 1862, il lavoro di Bifezzi riflette le contraddizioni di un Mezzogiorno capace di eccellenze tecniche, ma frenato da politiche borboniche poco lungimiranti, che relegarono la cartografia a strumento di controllo più che di sviluppo. La transizione post-unitaria, con l’integrazione dell’Officio topografico napoletano nell’Ufficio superiore italiano, sancì il valore del suo contributo, pur evidenziando un’eredità incompiuta tra pragmatismo tecnologico e ambizioni istituzionali.

This article investigates the role of Giuseppe Bifezzi (1798–1881) in modernizing cartography in the Regno delle Due Sicilie (Kingdom of the Two Sicilies), navigating between technical innovation and institutional constraints. Trained at the Reale Officio topografico of Naples, heir to the school of Rizzi Zannoni, Bifezzi distinguished himself through the introduction of contour lines in the 1830s – anticipating standards adopted only after Italian Unification – and the invention of the telegometro, an optical instrument designed to optimize topographic surveys in a context of limited resources. The analysis of his maps of the Valle Telesina (Telesina Valley) (1830-1831), preserved at the Istituto geografico militare di Firenze (Military Geographical Institute of Florence), reveals an innovative approach to orographic and infrastructural precision, documented through GIS methodologies. Despite international recognition, such as a medal at the 1862 London Exposition, Bifezzi’s work reflects the contradictions of a Southern Italy capable of technical excellence yet hindered by short-sighted Bourbon policies that relegated cartography to a tool of control rather than development. The post-Unification transition, marked by the integration of the Napolitan Officio topografico into the Italian Ufficio superiore, affirmed the value of his contributions while underscoring an incomplete legacy straddling technological pragmatism and institutional ambitions.

Pubblicato
2026-02-27