Bartolomeo Borghi (1750-1821): geografo e cartografo dimenticato, prete illuminista e libero pensatore

  • Piero Giorgi
  • Carla Cicioni
Parole chiave: Borghi Bartolomeo, Periodo napoleonico, Cartografia, Lago Trasimeno, Granducato di Toscana

Abstract

Bartolomeo Borghi è un geografo e cartografo vissuto fra il XVIII e il XIX secolo, poco curato negli ultimi decenni da studiosi e ricercatori, malgrado sia un personaggio che merita attenzione per le importanti indagini effettuate, per i ruoli ricoperti e i lavori realizzati, che ne fanno una personalità di rilievo nel panorama storico e geografico del suo tempo. Tra le sue opere si ricordano quelle dedicate alla topografia del Lago Trasimeno, che danno una visione innovativa di quel bacino e del suo territorio; la bellissima carta Italiae antiquae ex aevi Romani monumentis Erutae – Tabula prima geographica Etruriam, Umbriam et Picenum cum finitimis complectens che correda il suo studio Sopra l’antica geografia dell’Etruria, Umbria e Piceno; le carte della Toscana inserite nell’Atlante Novissimo dello Zatta; due Atlanti generali, il primo per l’editore di Siena Pazzini Carli, uscito tra il 1788 e il 1801, il secondo pubblicato da Aristide Parigi a Firenze nel 1819, composto da 136 carte e 35 prospetti descrittivi. Quest’ultimo rappresenta sicuramente il suo lavoro più importante e non teme il confronto con altri Atlanti coevi. Sono ancora da ricordare la ricostruzione del viaggio di Marco Polo contenuta in una edizione del Milione e la Topografia della città e contorni di Firenze, pubblicata a Firenze nel 1817. Borghi fu un prete illuminista e inviso alle gerarchie ecclesiastiche, la cui voce si levava verso il pontefice contro il sistema giudiziario e di governo dello Stato della Chiesa. La sua collaborazione con i francesi durante il periodo napoleonico fu causa, dopo il congresso di Vienna, di arresto, processo e condanna a sette anni di carcere, commutata in esilio perpetuo nel Gran Ducato di Toscana per l’intervento diplomatico del Granduca Ferdinando III.

 

Bartolomeo Borghi is a geographer and cartographer who lived between the eighteenth and nineteenth centuries, little cared for in recent decades by scholars and researchers although he is a scholar who deserves attention for the important investigations carried out, for the roles covered and the works carried out, which make him a prominent personality in the historical and geographical landscape of his time. Among his works we must remember those dedicated
to the topography of Trasimeno Lake, which give us an innovative view of that lake and its surroundings; the beautiful Italiae antiquae ex aevi Romani monumentis Erutae - Tabula prima geographica Etruriam, Umbriam et Picenum cum finitimis complectens, attached to his historical studies Sopra l’antica geografia dell’Etruria, Umbria e Piceno; the maps of Tuscany inserted in the Zatta’s Atlas Novissimo; two General Atlases, the first one for the Siena publisher Pazzini Carli, released between 1788 and 1801, the second one published by Aristide Parigi in Florence in 1819, with 136 maps and 35 descriptive tables. The latter represents surely his most important work and does not fear comparison with other atlases of the same period. The reconstruction of Marco Polo’s voyage contained in a beautiful edition of the Million and the very rare Topografia della città e contorni di Firenze (topography of Florence and its surroundings), published in Florence in
1817, are still to be remembered. Borghi was an Enlightenment priest and not in the favor of the ecclesiastical hierarchies. His voice rose to the pope against the justice system and government of State of the Church. Because of his collaboration with the French during the Napoleonic period, after the Vienna Congress he was arrested, tried and sentenced to seven years in prison, turned into perpetual exile in the Grand Duchy of Tuscany for the diplomatic intervention of the Grand Duke Ferdinand III.

Pubblicato
2020-08-31