https://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/issue/feedGeostorie. Bollettino e Notiziario del Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici2026-09-05T12:03:22+02:00Annalisa D'Ascenzoredazione@cisge.itOpen Journal Systems<p><strong>«Geostorie. Bollettino e Notiziario del Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici»</strong><br>ISSN 1593-4578 (print)<br>ISSN 2723-9950 (online)</p> <p><img src="/ojs/public/site/images/robertarodelli/1copertina_web1.png" width="263" height="263"></p> <p>«Geostorie» è la rivista ufficiale del Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici. Dal numero 1-2 del 2000 ha preso il posto del «Notiziario del Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici», che aveva iniziato le sue pubblicazioni con il numero 0 nel 1992. La sua attuale copertina riporta uno stralcio del Planisfero di Vesconte Maggiolo, conservato a Fano presso la Biblioteca Federiciana.</p> <p>Ai fini della <a href="https://www.anvur.it/attivita/classificazione-delle-riviste/classificazione-delle-riviste-ai-fini-dellabilitazione-scientifica-nazionale/elenchi-di-riviste-scientifiche-e-di-classe-a/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Valutazione Scientifica Nazionale</a>, «<strong><a href="https://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/about" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Geostorie</a></strong>» è dal 2018 una rivista di <strong>Classe A</strong> per i Gruppi scientifico disciplinari <strong>10/ARCH-01</strong>, <strong>11/GEOG-01</strong>, <strong>14/GSPS-04</strong>, <strong>14/GSPS-08</strong> (già Settori scientifico disciplinari 10/A1, 11/B1, 14/B2, 14/D1) e<strong> scientifica</strong> per le <strong>Aree 08</strong>, <strong>10</strong>, <strong>11</strong>, <strong>14</strong>. Ciò testimonia l’impegno interdisciplinare e il ruolo di vivace e serio interlocutore del CISGE nel dibattito scientifico, italiano e internazionale.</p> <p>E’ stata inserita nell’<a href="https://www.anvur.it/wp-content/uploads/2023/08/Elenco-riviste-classeA_Area11_22082023.pdf">elenco</a> delle riviste di fascia A per i Settori concorsuali dell’<strong>Area 11</strong> ‐ Valido ai fini della valutazione dei candidati alle Commissioni nazionali per l’ASN ‐ pubblicato il 22/08/2023.</p>https://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1534The Island of San Giulio: a “Heightened” Heterotopia2026-09-05T11:54:12+02:00Roberta Rodelliroberta.rodelli@unier.it<p>THE ISLAND OF SAN GIULIO: A “HEIGHTENED” HETEROTOPIA – The article interprets the Island of San Giulio (Lake Orta, Piedmont) as a contemporary “heightened” heterotopia, produced by the interplay between insularity and Benedictine enclosure. After framing the discussion within recent Island Studies and Foucault’s theory of heterotopia, the research combines theoretical exploration, historical-documentary reconstruction, and direct observation. Applying Foucault’s six principles, the island displays: continuity and metamorphosis of “other” functions; heterochronies linked to monastic rhythms and lacustrine connections; regimes of access and regulated hospitality; the coexistence of eternity/temporality and territorial separation/centrality. Since 1973, the Benedictine community has reactivated material and symbolic heritage, redefining the island as an ordered microcosm that, in various ways, becomes an attractor within the local context. The case shows that heterotopias are not necessarily marginal spaces but may also be relational devices capable of shaping contemporary landscapes and practices.</p> <p>L’ISOLA DI SAN GIULIO: UN’ETEROTOPIA “RAFFORZATA” – L’articolo interpreta l’Isola di San Giulio (Lago d’Orta, Piemonte) come eterotopia contemporanea “rafforzata” dall’intreccio tra condizione insulare e clausura benedettina. Dopo un inquadramento nei recenti Island Studies e nella teoria foucaultiana dell’eterotopia, la ricerca combina esplorazione teorica, ricostruzione storico-documentaria e osservazione diretta. Applicando i sei principi di Foucault, l’isola mostra: continuità e metamorfosi di funzioni “altre”; eterocronie legate a ritmi monastici e connessioni lacustri; regimi di accesso e ospitalità regolata; compresenza di eternità/temporalità e separazione/centralità territoriale. La comunità benedettina, insediata dal 1973, ha riattivato patrimoni materiali e simbolici, ridefinendo l’isola come microcosmo ordinato che diviene in vari modi attrattore nel contesto lacustre. Il caso evidenzia come le eterotopie non siano necessariamente spazi marginali, ma dispositivi relazionali capaci di modellare paesaggi e pratiche contemporanee.</p>2026-09-04T16:15:55+02:00Copyright (c) 2026 Roberta Rodellihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1535Distribuzione della popolazione e della proprietà terriera a Buti tra XIII e XVIII secolo. Una analisi spaziale e quantitativa.2026-09-05T11:54:12+02:00Massimiliano Gravaweb@cisge.it<p>DISTRIBUZIONE DELLA POPOLAZIONE E DELLA PROPRIETÀ TERRIERA A BUTI TRA XIII E XVIII SECOLO. UNA ANALISI SPAZIALE E QUANTITATIVA – Buti, piccolo comune toscano situato nei Monti Pisani, ha una storia strettamente legata alle dinamiche di confine e alle influenze delle grandi potenze regionali di Pisa, Lucca e Firenze. La sua posizione strategica ne ha fatto un luogo nevralgico per le guerre tra queste città nel Medioevo. A partire dal XIII secolo, la giurisdizione dell’Arcivescovado pisano fu gradualmente sostituita da quella della Repubblica di Pisa, che creò punti di controllo per difendersi dalle aggressioni nemiche. L’organizzazione amministrativa introdotta dalla Repubblica portò alla nascita di capitanie locali, anche se alcune enclave monastiche rimasero indipendenti. Il legame tra Buti e l’Arcivescovado è evidente nei dati delle Decime, che indicano la presenza di numerose chiese nel territorio. Tuttavia, dopo la caduta di Pisa nel 1406, molte di queste chiese furono distrutte o abbandonate. La seconda caduta di Pisa nel 1509 portò Buti sotto il definitivo controllo di Firenze che garantì un lungo periodo di pace e stabilità. La popolazione si dedicò quindi all’agricoltura e alla gestione delle risorse idriche tramite l’impianto di numerose manifatture. Il presente studio si propone di ricostruire le dinamiche demografiche e socioeconomiche della comunità di Buti nel medio e lungo periodo attraverso l’analisi sistematica di fonti quantitative d’archivio – nello specifico gli Estimi catastali e gli Stati delle anime – e la loro integrazione in ambiente GIS. L’articolo indaga dunque il complesso rapporto di interdipendenza tra la conformazione del territorio e l’evoluzione della società locale. L’approccio spaziale multiscalare ha permesso di visualizzare geograficamente come le risorse ambientali e la morfologia del paesaggio abbiano condizionato le strategie di insediamento e le dinamiche sociali della popolazione butese. In particolare, l’indagine si sofferma sul ruolo giocato dall’orografia dei Monti Pisani e dalla disponibilità di risorse idriche, fattori che hanno storicamente orientato l’economia locale verso specializzazioni produttive specifiche. La sovrapposizione cartografica dei dati demografici sulla base fisica del territorio rivela infatti la capacità di adattamento della comunità di fronte ai mutamenti offrendo una chiave di lettura sulle logiche di antropizzazione di un’area caratterizzata da forti pendenze e margini boschivi.</p> <p> </p> <p>THE DISTRIBUTION OF THE POPULATION AND LAND OWNERSHIP IN BUTI BETWEEN THE 13TH AND 18TH CENTURIES: A SPATIAL AND QUANTITATIVE ANALYSIS – Buti, a small Tuscan municipality located in the Monti Pisani, has a history closely linked to the border dynamics and influences of the great regional powers of Pisa, Lucca and Florence. Its strategic position made it a nerve centre for wars between these cities in the Middle Ages. Starting in the 13th century, the jurisdiction of the Archbishopric of Pisa was gradually replaced by that of the Republic of Pisa, which created checkpoints to defend itself against enemy aggression. The administrative organization introduced by the Republic led to the creation of local captaincies, although some monastic enclaves remained independent. The link between Buti and the Archbishopric is evident in the data of the Decime, which indicates the presence of numerous churches in the territory. However, after the fall of Pisa in 1406, many churches were destroyed or abandoned. The second fall of Pisa in 1509 brought Buti under the definitive control of Florence, which guaranteed a long period of peace and stability. This study aims to reconstruct the demographic and socio-economic dynamics of the community of Buti over the medium and long term through the systematic analysis of quantitative archival sources – specifically the cadastral surveys and the censuses – and their integration into a GIS environment. The article therefore investigates the complex interdependence between the configuration of the territory and the evolution of local society. The multi-scale spatial approach has made it possible to visualise geographically how environmental resources and landscape morphology have influenced the settlement strategies and social dynamics of the Buti population. In particular, the study focuses on the role played by the topography of Monti Pisani and the availability of water resources, factors that have historically steered the local economy towards specific productive specialisations. The cartographic overlay of demographic data onto the physical features of the territory reveals the community’s capacity to adapt to change, offering insight into the patterns of human settlement in an area characterised by steep slopes and wooded edges.</p>2026-09-04T16:21:54+02:00Copyright (c) 2026 Massimiliano Gravahttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1536Tra dicotomia e policentrismo: ripensare la “capitale duale” nell’urbanesimo africano di lunga durata2026-09-05T11:54:12+02:00Marina d'Erricoweb@cisge.it<p>TRA DICOTOMIA E POLICENTRISMO: RIPENSARE LA “CAPITALE DUALE” NELL’URBANESIMO AFRICANO DI LUNGA DURATA – Il contributo prende le mosse dal complesso urbano di Kerma e Dukki Gel, in Alta Nubia, per affrontare il problema delle possibili origini antiche di forme di policentrismo urbano nell’Africa precoloniale. Occupati in continuità dal Kerma antico (metà del III millennio a.C.) alla fine dell’epoca meroitica (IV secolo d.C.), Kerma e Dukki Gel costituiscono due poli strettamente connessi ma caratterizzati da funzioni, architetture e logiche spaziali differenziate. Considerando la dualità urbana come una possibile forma minima di policentrismo, il contributo propone una rilettura critica del caso nubiano attraverso il confronto con una serie di configurazioni urbane africane, in particolare dell’area saheliano-sudanese. Il confronto non mira a stabilire rapporti di filiazione diretta, ma a costruire un quadro interpretativo utile a indagare l’emergere storico di forme urbane fondate sulla presenza di poli distinti ma interconnessi. In questa prospettiva, il riferimento alle clustered cities è impiegato come termine di confronto teorico utile a mettere in luce forme di urbanità territoriale e multipolare che eccedono i modelli della città monocentrica. Tale riferimento assume inoltre particolare rilevanza nei casi in cui la documentazione archeologica non consente di stabilire con certezza se configurazioni apparentemente duali fossero effettivamente limitate a due poli principali. L’analisi suggerisce che il complesso di Kerma/Dukki Gel non possa essere adeguatamente interpretato attraverso una lettura rigidamente dicotomica e che esso possa invece essere considerato alla luce di modelli fondati sulla differenziazione funzionale di poli urbani distinti all’interno di un medesimo sistema politico e territoriale.</p> <p> </p> <p>BETWEEN DICHOTOMY AND POLYCENTRISM: RETHINKING THE “DUAL CAPITAL” IN AFRICAN URBANISM OVER THE LONGUE DURÉE – This article takes the urban complex of Kerma and Dukki Gel in Upper Nubia as its point of departure to address the problem of the possible ancient origins of forms of urban polycentrism in precolonial Africa. Continuously occupied from the Early Kerma period (mid-third millennium BC) to the Meroitic period (IV century AD), Kerma and Dukki Gel constitute two closely connected centres characterised by distinct functions, architectural features, and spatial logics. Considering urban duality as a possible minimal form of polycentrism, the article proposes a critical reassessment of the Nubian case through comparison with a series of African urban configurations, particularly from the Sahelian-Sudanian zone. The comparison does not seek to establish direct lines of historical transmission but rather to construct an interpretive framework for examining the historical emergence of urban forms based on the presence of distinct yet interconnected centres. In this perspective, the concept of clustered cities is employed as a theoretical point of comparison that highlights forms of territorial and multipolar urbanity extending beyond the model of the monocentric city. It also makes it possible to consider the hypothesis that some apparently dual configurations may in fact represent the visible part of more complex settlement systems. The analysis suggests that the Kerma/Dukki Gel complex cannot be adequately interpreted through a rigidly dichotomous reading and should instead be examined in light of models based on the functional differentiation of distinct urban centres within a single political and territorial system.</p>2026-09-04T16:25:51+02:00Copyright (c) 2026 Marina d'Erricohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1537ALBERTO ANGELA, Cesare. La conquista dell’eternità, Milano, Mondadori, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>L’autore, notissimo divulgatore scientifico, conduttore televisivo, giornalista e paleontologo, insignito di varie onorificenze, riconoscimenti e numerosi premi, dediche di un asteroide e di un’orchidea, sei lauree<em> Honoris causa</em> e alcune cittadinanze onorarie, ha scritto una decina di libri col famoso padre Piero e, dopo la sua scomparsa, ha continuato l’attività di scrittore. A Roma ha dedicato diverse opere e con questo corposo volume (640 pp.) si è proposto di comporre il libro che avrebbe voluto trovare in una libreria. «Cioè un libro che mi spieghi TUTTO il <em>De bello Gallico </em>in modo scientifico, archeologico, antropologico, storico… Che allarghi la trama con ulteriori descrizioni e curiosità su luoghi, tribù, battaglie, persone coinvolte, dandomi la reale dimensione dell’impresa di Giulio Cesare» (p. 18)...</p>2026-09-04T16:28:22+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1538MARGARET ATWOOD, Le nostre vite. Una specie di autobiografia, traduzione italiana Alba Bariffi, Guido Calza, Margherita Crepax, Serena Daniele, Firenze; Ponte alle Grazie, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>Margaret Atwood è famosa per la sua produzione letteraria, come scrittrice, poetessa e critica, ma merita altri riconoscimenti come ambientalista e narratrice di viaggi. Nata a Ottawa, nell’Ontario, nel 1939, ha trascorso i primi anni della sua lunga vita in una zona sperduta della foresta nord-occidentale del Quebec, dove il padre, entomologo, si era trasferito alle dipendenze del Dipartimento di Agricoltura del governo federale canadese. Questo periodo è stato decisivo nella sua formazione perché, vivendo a contatto con una natura incontaminata per la maggior parte dei mesi dell’anno, imparò a conoscere le specie botaniche e gli animali delle foreste...</p>2026-09-04T16:30:00+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1539ALESSANDRO BARBERO, San Francesco, Bari-Roma, Laterza, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Andrea Pesceweb@cisge.it<p>Con la consueta capacità di attirare con immediatezza la curiosità del lettore, Barbero intitola il primo paragrafo dell’Introduzione <em>San Francesco e Mussolini</em>, un accostamento senza dubbio sorprendente ma documentato dall’opuscolo omonimo del sacerdote Paolo Ardali (Mantova, Franco Paladino) scritto nel 1926 in occasione del settimo centenario della morte del santo, «per illustrare lo spirito francescano del grande Uomo» (p. 3)...</p>2026-09-04T16:31:46+02:00Copyright (c) 2026 Andrea Pescehttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1540GIULIA BOGLIOLO BRUNA, ADRIEN VIEL (a cura di), Miroirs de l’âme, voyages en esprit, Parigi, L’Harmattan/Institut Charles Cros, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Daniela Zappalàweb@cisge.it<p>Per il compianto Bruno Latour, nella nostra relazione con Gaia, la Terra che ride e splende delle cosmogonie mediterranee – la superficie planetaria del vivente, designata come «Zona critica» dalle odierne geoscienze – siamo a un bivio: possiamo proseguire nell’estrattivismo, oppure farci rammendatori (<em>ravaudeurs</em>), così da ricreare un’altra “tessitura dei territori” a lungo impunemente devastati. Per quest’ultima opzione, Latour suggeriva d’ispirarsi pure alla geniale “ars abitativa” delle termiti, accantonando definitivamente ogni scatto intransigente, o troppo orgoglioso, d’antropocentrismo...</p>2026-09-04T16:33:56+02:00Copyright (c) 2026 Daniela Zappalàhttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1541FRANCO CARDINI, Grazie Islam!, Roma, PaperFIRST, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>«Queste pagine sono dedicate a ribadire alcune verità sui rapporti fra la nostra cultura e il mondo musulmano a partire dal medioevo: e sono destinate a sottolineare come enorme sia il debito tanto della civiltà islamica nei confronti della cultura greco-ellenistica e delle tradizioni ebraica e cristiana, quanto dell’Occidente moderno nei confronti dell’Islam» (p. 14). Si tratta di <em>Quelle poche, piccole cose che l’Occidente moderno deve al mondo musulmano</em>, come recita il sottotitolo<em>. </em>Questo perché, secondo Cardini, la Modernità ha progressivamente almeno in parte obliterato, come damnatio memoriae, il fatto che la cultura scientifica (e non solo) ci sia pervenuta tra i secoli XII e XIII proprio dal mondo islamico...</p>2026-09-04T16:35:54+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1542ROGER CHARTIER, Geografie immaginarie. Mappe e letteratura di finzione (secoli XVI-XVIII), Roma, Carocci, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Carolien Fornasariweb@cisge.it<p>Lo storico francese Roger Chartier, studioso di storia del libro e dell’editoria, è stato un profondo innovatore della storiografia della cultura scritta. Rifacendosi alla tradizione della École des Annales, promotrice di una apertura dello studio della storia alla transdisciplinarità, e nella convinzione che anche l’interpretazione delle rappresentazioni del passato non sia solo prerogativa degli storici – come sappiamo non essere – ha fatto dialogare, attraverso la sua ricca produzione storiografica, diversi ambiti disciplinari, tra cui la geografia...</p>2026-09-04T16:37:49+02:00Copyright (c) 2026 Carolien Fornasarihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1543CARLA CICIONI, PIERO GIORGI, Il mare fra le terre. Viaggio per immagini fra popoli e culture, Perugia, Volumnia Editrice, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Simonetta Contiweb@cisge.it<p>I due autori inanellano un’altra opera alla loro già consistente produzione di volumi legati alla cartografia storica e questa volta il loro interesse, già da tempo legato alle vie d’acqua, è passato da una via fluviale quale il Tevere a un’acqua molto particolare, quella salata che altro non è se non il Mare Mediterraneo...</p>2026-09-04T16:41:56+02:00Copyright (c) 2026 Simonetta Contihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1545EDOARDO CORRADI, GIAMPIERO CAMA (a cura di), La guerra civile siriana, Roma, Carocci, 2025, Collana Biblioteca di testi e studi.2026-09-05T11:54:13+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>Come recita il sottotitolo, <em>Dall’insurrezione alla rivoluzione (2011-2024)</em>, il volume illustra gli avvenimenti che hanno portato il popolo siriano in una guerra civile che ha causato più di mezzo milioni di morti e 12 milioni di rifugiati, lasciando molti problemi di difficile soluzione...</p>2026-09-05T10:27:01+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1546GILLES DELEUZE, Su Spinoza, a cura di David Lapoujade, traduzione italiana Claudio D’Aurizio, Torino, Einaudi, 2025, Collana “Piccola Biblioteca Einaudi”.2026-09-05T11:54:13+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>Gli studi sulle opere di Baruch (italianizzato Benedetto) Spinoza hanno raggiunto dimensioni ragguardevoli, non tanto per i secoli trascorsi dalla sua prolifica produzione scientifica quanto per la varietà e nello stesso tempo l’attualità del suo pensiero: sul rapporto uomo-natura, sul concetto di libertà, su etica e morale, sull’interpretazione della Bibbia (da laico) e molto altro...</p>2026-09-05T10:29:23+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1547BEATRICE FALCUCCI, L’impero nei musei. Storie di collezioni coloniali italiane, Pisa, Pacini, 2025. 2026-09-05T11:54:13+02:00Nicola Gabellieriweb@cisge.it<p>Il Museo coloniale di Roma, il Museo civico di storia naturale di Genova, il Museo storico italiano della guerra di Rovereto: questi sono soltanto alcuni dei nodi della trama sapientemente intessuta da Beatrice Falcucci per restituire uno sguardo originale e stimolante sulla storia del colonialismo italiano. Il volume mira infatti a «ricostruire le vicende delle collezioni provenienti dalle ex colonie e dai territori occupati in Africa» per rivelare «<em>come oggetti e campioni giunsero nei musei della Penisola, chi si incaricò della loro raccolta e perché, evidenziando cosa le collezioni raccontino del momento storico che le vide catalogate ed esposte, e di come parlino a chi, in alcuni casi dopo più di un secolo, ancora le conserva e le osserva</em>» (p. 13). Nella prospettiva assunta dall’autrice, questi oggetti rivelano più su coloro che li raccolsero, esposero e fruirono piuttosto che sui territori dove sono stati recuperati...</p>2026-09-05T10:32:49+02:00Copyright (c) 2026 Nicola Gabellierihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1548PAOLO FERRI, Ai confini dell’universo. Dalle sfere celesti all’esplorazione spaziale, Roma, Laterza, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Biagio Marencoweb@cisge.it<p>La frequenza alle conferenze serali di astronomia al planetario nel corso del penultimo anno di liceo ha consentito all’autore di riconoscere i pianeti, così una sera di gennaio del 1977 – una di quelle rare occasioni in cui il cielo invernale di Milano si presentava terso – con l’aiuto di un normalissimo binocolo del padre, vide Giove spuntare di fronte al palazzo di casa sua, affiancato da puntini luminosi: «Possibile che questi piccoli mondi lontanissimi potessero essere visti dalla Terra con un semplice binocolo? Stavolta non avrei potuto andare a dormire senza prima tentare di risolvere il mistero. Mi misi a cercare nell’enciclopedia che avevo a casa (allora non avevamo Internet a disposizione per le nostre domande) e trovai subito la conferma: Io, Europa, Ganimede e Callisto, le quattro lune scoperte da Galileo nel gennaio del 1610» (p. 4)...</p>2026-09-05T10:34:50+02:00Copyright (c) 2026 Biagio Marencohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1549BRICE GRUET, Le Saint, le Sang et le Volcan. Se protéger des désastres à Naples, Parigi, CNRS Editions, 2024.2026-09-05T11:54:13+02:00Lorenzo Bagnoliweb@cisge.it<p>Il Vesuvio ha da sempre affascinato i viaggiatori (basti pensare ai grand-tourists che si recavano a Napoli in un periodo caratterizzato da una grande attività vulcanica), gli scienziati (si ricordano i fondatori della moderna vulcanologia, nata sulle sue pendici durante le eruzioni del 1631), gli artisti (in Francia si parla del genere pittorico del vésuvisme) e, naturalmente, i geografi. Fra questi ultimi, occorre annoverare Brice Gruet, maître de conférence all’Université Paris-Est-Créteil (UPEC), specialista e grande amante dell’Italia, che ha di recente pubblicato un volume interessante per molti aspetti anche per i geografi e le geografe italiani...</p>2026-09-05T10:37:22+02:00Copyright (c) 2026 Lorenzo Bagnolihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1550ALBERTO MAGNANI, Le ali dell’Africa. Istantanee da un continente che cambia, Bologna, Il Mulino, 2025.2026-09-05T11:54:13+02:00Bernardo Marencoweb@cisge.it<p>Con queste “istantanee” il lettore viene catapultato sul nuovo terreno di confronto tra le maggiori potenze del pianeta, che ricorda – ovviamente con paesi, modalità e mezzi alquanto differenti - lo “Scramble for Africa” (inteso come spartizione, corsa, zuffa per l’Africa) avvenuto tra il 1880 e l’inizio della prima guerra mondiale, dando vita al cosiddetto nuovo imperialismo...</p>2026-09-05T10:39:45+02:00Copyright (c) 2026 Bernardo Marencohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1551DACIA MARAINI, Scritture segrete. Le donne che hanno cambiato il mondo con la parola, a cura di Michelangelo La Luna, Milano, Rizzoli, 2025.2026-09-05T11:54:14+02:00Agnese Linaweb@cisge.it<p>L’autrice è un personaggio molto noto in Italia e all’estero, come rappresentante autorevole del femminismo storico, con militanza attiva sul campo e una ricchissima produzione artistica, dalla letteratura alla saggistica, al teatro. Nei suoi scritti ha denunciato la violenza di genere, le disparità fra uomini e donne non solo biologiche ma soprattutto storiche e culturali...</p>2026-09-05T10:41:56+02:00Copyright (c) 2026 Agnese Linahttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1552PAOLO MIELI, Il prezzo della pace. Quando finisce una guerra, Milano, Rizzoli, 2025.2026-09-05T11:54:14+02:00Daniela Galassiweb@cisge.it<p>L’autore sostiene che quando finisce una guerra con i trattativi di pace, rimangono molti problemi irrisolti che vengono trascurati per ragioni di necessità, anche se sono ben riconosciuti i ruoli dei vincitori e quelli dei vinti. Per esempio, fa notare che noi siamo soliti definire “ottant’anni di pace” quelli che ci dividono dal 1945, quando si concluse la seconda guerra mondiale, ma è una pace per il mondo atlantico e l’Australia, ma non per tutto il resto dell’umanità. E senza contare che la Guerra fredda tra l’universo comunista e quello occidentale (1946-1989) ha prodotto un numero di morti quasi comparabile a quello dei due conflitti mondiali. Una pace vera non è stata raggiunta, perché non sono stati percepiti alcuni segnali, come la prima guerra del Golfo (1991) con l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq di Saddam Hussein, che si risolse con una pace alquanto instabile; con l’eterno conflitto arabo-israeliano in Medio Oriente; con l’intervento in Afghanistan seguito da quello in Iraq (2003), le Primavere arabe (dal 2011), il riaccendersi del conflitto nei Balcani, ecc...</p>2026-09-05T10:44:10+02:00Copyright (c) 2026 Daniela Galassihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1553MICHELA MURGIA, Lezioni sull’odio, a cura di Alessandro Giammei, Torino, Einaudi Stile Libero, 2026.2026-09-05T11:54:14+02:00Ernesto Bianchiweb@cisge.it<p>Nata a Cabras il 3 giugno 1972, Michela Murgia si è spenta a Roma il 10 agosto 2023. Il libro in epigrafe è il terzo che esce postumo.</p> <p>Come spiega il curatore (docente di Letteratura italiana alla Yale University), il libro contiene le trascrizioni delle lezioni inedite sull’odio, tenute da Murgia nel 2012 presso l’Università di Aristan, fondata dal pittore e scrittore di Oristano, Filippo Martinez, nel territorio ancestrale del Giudicato di Arborea. Presso la Facoltà di Scienze della Felicità, è attivo il Corso di Laurea in Teorie e Tecniche di Salvezza dell’Umanità, che non ha alcun valore legale. Le lezioni, tenute da persone di diversa provenienza e formazione, sono frontali e si svolgono in diverse sedi itineranti tra Oristano e Cagliari...</p>2026-09-05T10:46:21+02:00Copyright (c) 2026 Ernesto Bianchihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1554PIER LUIGI PETRILLO, L’Iran degli Ayatollah, Bologna, Il Mulino, 2025.2026-09-05T11:54:14+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>Con l’uccisione del presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, l’ayatollah Khamenei, il 28 febbraio 2026, nel corso dell’attacco statunitense e israeliano che ha portato il Paese alla ribalta di tutto il mondo innescando conflitti inimmaginabili, con gravissime perdite di vite umane e disastrose conseguenze ancora non del tutto note, il libro in epigrafe si rivela molto utile per approfondire la conoscenza di questo oggi martoriato Paese, che vanta una delle più importanti culture e civiltà della storia...</p>2026-09-05T10:48:08+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1555MASSIMO POLIDORO, Il mistero delle origini dell’uomo. Un viaggio nel tempo per comprendere chi siamo e dove stiamo andando, Milano, Feltrinelli, 2025.2026-09-05T11:54:14+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>L’autore, co-fondatore con Piero Angela del Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sulle pseudoscienze (CICAP), è noto come coinvolgente storyteller, che sa attirare l’attenzione di un vastissimo pubblico. Partendo dalle ere più remote per raccogliere indizi utili a ricostruire le nostre radici, ha messo insieme i frammenti di un grande “puzzle”, che ricomposto ci aiuterà a capire le lezioni che possiamo trarre dal nostro passato per affrontare il futuro con maggiore consapevolezza...</p>2026-09-05T10:50:18+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1556MASSIMO RECALCATI, La luce e l’onda. Cosa significa insegnare?, Torino, Einaudi, 2025.2026-09-05T11:54:14+02:00Ginevra Vignoloweb@cisge.it<p>L’autore riprende in modo più ampio il tema trattato ne <em>L’ora di lezione</em>, il libro pubblicato nel 2014 presso la stessa casa editrice, nel quale poneva al centro della vita della Scuola l’incontro generativo con la parola del maestro. Un’unione non scontata, perché l’azione del maestro tende a disfare ogni forma scolastica del sapere, dato che è tendenzialmente anticostituzionale proprio per questo...</p>2026-09-05T10:53:30+02:00Copyright (c) 2026 Ginevra Vignolohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1557HAUKE RITZ, Perché l’Occidente odia la Russia (Von Niedergang des Westens zur Neuerfindung Europas, Vienna, Promedia Druck, 2024), traduzione italiana Viola Savaglio, Roma, Fazi Editore, 2026.2026-09-05T11:54:14+02:00Ginevra Vignoloweb@cisge.it<p>All’inizio della <em>Prefazione,</em> Luciano Canfora trascrive la dichiarazione alla stampa del presidente Mattarella, pronunciata a Mosca l’11 aprile 2017, in occasione della visita di Stato, in presenza del presidente Putin. Dalle sue parole si deduce che allora era già in atto un conflitto armato in Ucraina e che si doveva cercare di consolidare “un cessate il fuoco”, mentre una soluzione pacifica sembrava ancora possibile nel quadro degli accordi di Minsk. Il presidente Mattarella aveva posto in primo piano anche gli aspetti economici e culturali che legano storicamente russi e italiani e aveva registrato con particolare favore il rinnovo dell’accordo italo-russo per la ricerca nel campo delle scienze fondamentali tra l’Istituto nazionale di Fisica nucleare italiano e il Centro congiunto per la ricerca nucleare di Dubna. Secondo Canfora, l’irruenza russofoba di questi ultimi anni appare incentrata sul falso storico-politico-militare secondo il quale la guerra in Ucraina sarebbe incominciata nel febbraio 2022...</p>2026-09-05T10:55:25+02:00Copyright (c) 2026 Ginevra Vignolohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1558SALMAN RUSHDIE, Linguaggi della verità, traduzione italiana a cura di Gianni Pannofino, Milano, Mondadori, 2026.2026-09-05T11:54:14+02:00Ernesto Bianchiweb@cisge.it<p>In questa raccolta di saggi, interventi, conferenze e documenti assai diversi quanto interessanti, Rushdie indaga in particolare sul rapporto tra la parola scritta e la verità. La trattazione ha inizio con le “Storie meravigliose”: «Le storie esistevano già prima che ci fossero i libri. In principio, non erano scritte. A volte venivano persino cantate… Crescendo, i bambini chiedevano altre storie, con la frequenza pari a quella con cui chiedevano del cibo» (p. 9)...</p>2026-09-05T00:00:00+02:00Copyright (c) 2026 Ernesto Bianchihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1559AUSTIN SAMMUT, SERGIO GRECH (eds), Albert Ganado. A life not so Ordinary, with an introduction by Bonello Giovanni. Malta, Midsea Book Lts, 2023, 274 pagine, 32+32 tavole a colori, bibliografia e indici. 2026-09-05T11:54:14+02:00Vladimiro Valerioweb@cisge.it<p>Albert Ganado è morto il 5 novembre 2025 all’età di 101 anni. Una vita lunga e non vissuta da spettatore, che certamente merita di essere ricordata ed è ciò che ha fatto Albert Ganado in questa autobiografia curata da due fedeli amici come il giornalista e scrittore Austin Sammut e lo storico Sergio Grech. La recensione a questo libro vuole anche essere un tributo allo studioso e un ricordo dell’amico...</p>2026-09-05T10:59:02+02:00Copyright (c) 2026 Vladimiro Valeriohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1560ALESSANDRO SCHIAVI, “Pellegrini e divoti” all’eremo di Sant’Alberto di Butrio: dal monaco Alberto al frate Ave Maria, Varzi (PV), Guardamagna Editori, 2026.2026-09-05T11:54:14+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>Il libro soddisfa l’invito di Gianfranco Battisti (coordinatore del Gruppo di lavoro AGeI “La geografia del sacro”) di svolgere una ricerca sui monasteri sorti in un’area conosciuta dall’autore. Questi ha scelto l’eremo di Butrio, “un angolo sperduto” tra i monti della Valle Staffora nel comune di Ponte Nizza (provincia di Pavia), ricostruendone la storia dall’arrivo del monaco Alberto nel 1030 – come si ritiene in genere – fino al secolo scorso...</p>2026-09-05T11:00:52+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1561RICCARDO SEMERARO, LUCIANO MAFFI, GIOVANNI GREGORINI, Religious Tourism and the Italian Economy, 1870-1950, Cham (Switzerland), Palgrave Mcmillan, 2025, Collana Palgrave Studies in Economic History.2026-09-05T11:54:14+02:00Agnese Morbelliweb@cisge.it<p>Con la ricerca sullo sviluppo del turismo religioso nel quadro dell’economia italiana degli anni 1870-1950, gli autori hanno delineato le varie fasi della nascita e dell’affermazione dei pellegrinaggi cattolici come fenomeni che hanno anticipato il turismo di massa, con evidenti ricadute sul piano sociale ed economico...</p>2026-09-05T11:02:51+02:00Copyright (c) 2026 Agnese Morbellihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1562STEVENSON, Mappa Naturae, Marseille, Editions Parenthèses, 2023. STEVENSON, Mappa Graphica, Marseille, Editions Parenthèses, 2024. STEVENSON, Mappa Italiae, Marseille, Editions Parenthèses, 2025.2026-09-05T11:54:14+02:00Luisa Rossiweb@cisge.it<p>Il nome di Stevenson, chiaramente riferito a quel Robert Louis celebre per il romanzo con mappa <em>L’Isola del tesoro</em> – ma anche per l’affermazione “mi si dice che alcuni non si interessano alle carte; io stento a crederlo” – raccoglie un collettivo di studiosi e artisti che aveva aperto la collana con due volumi precedenti. Il gruppo ha come principale animatore Jean-Marc Besse. Molto conosciuto anche in Italia, Besse è filosofo, geografo e studioso delle carte oltre che direttore editoriale, insieme a Tiberghien, di «<em>Les Carnets du paysage»</em> (notevole periodico dell’École nationale supérieure de paysage di Versailles); a lui dobbiamo, fra l’altro, il bel <em>Face au monde. Atlas, jardins, géoramas</em> (2003)...</p>2026-09-05T11:04:39+02:00Copyright (c) 2026 Luisa Rossihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1563MARIO TOZZI, Caro Sapiens. La storia della Terra e le scelte dell’umanità, Milano, Mondadori, 2025.2026-09-05T11:54:14+02:00Daniela Galassiweb@cisge.it<p>L’autore, notissimo divulgatore scientifico, attira immediatamente l’attenzione del lettore, immaginando di aver trovato «un dattiloscritto malamente impaginato, piuttosto voluminoso, composto di alcune lettere, per la verità molto lunghe, scritte dal pianeta Terra all’<em>Homo sapiens</em>» (p. 3)...</p>2026-09-05T11:07:08+02:00Copyright (c) 2026 Daniela Galassihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1564LUIGI ZOJA, Narrare l’Italia. Dal vertice del mondo al Novecento, Torino, Bollati Boringhieri, 2024. ID., Il nostro tempo. Narrare un’Europa, Torino, Bollati Boringhieri, 2025.2026-09-05T11:54:14+02:00Agnese Linaweb@cisge.it<p>Nel primo libro l’autore, psicanalista, sociologo e saggista, si chiede cosa siano gli italiani e l’Italia, domande alle quali hanno cercato di rispondere in molti, da Dante a Petrarca, Guicciardini, Leopardi, fino a Giulio Bollati...</p>2026-09-05T00:00:00+02:00Copyright (c) 2026 Agnese Linahttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1544EDOARDO CORRADI, GIAMPIERO CAMA (a cura di), La guerra civile siriana, Roma, Carocci, 2025, Collana Biblioteca di testi e studi.2026-09-05T12:00:52+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>Come recita il sottotitolo, <em>Dall’insurrezione alla rivoluzione (2011-2024)</em>, il volume illustra gli avvenimenti che hanno portato il popolo siriano in una guerra civile che ha causato più di mezzo milioni di morti e 12 milioni di rifugiati, lasciando molti problemi di difficile soluzione...</p>2026-09-05T00:00:00+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1565International Conference Place Names of Historical Linguistic Minorities in Italy: esperienze e riflessioni dal convegno internazionale di Trento (2-4 luglio 2025).2026-09-05T11:54:14+02:00Federico Gestriweb@cisge.itChiara Lo Destroweb@cisge.it<p>Dal 2 al 4 luglio 2025, nella cornice del palazzo della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, si è svolta l’International Conference <em>Place Names of Historical Linguistic Minorities in Italy</em>. L’evento, organizzato dal Dipartimento di Lettere e Filosofia dell’Università di Trento e dall’Assessorato regionale alle Minoranze linguistiche è stato promosso dalla Divisione Romano-Ellenica (Romano-Hellenic Division) del Gruppo di Esperti sui nomi geografici delle Nazioni Unite (United Nations Group of Experts on Geographical Names) e dalla Joint ICA/IGU (International Cartographical Association/International Geographical Union) Commission on Toponymy. Nel corso delle tre giornate di lavori congressuali, studiosi ed esperti nazionali e internazionali – assieme ai rappresentanti istituzionali delle minoranze linguistiche dell’Italia settentrionale – hanno acceso il dibattito su un tema, quello della toponomastica, capace di intrecciare dimensioni geografiche, storiche, linguistiche, antropologiche e giuridiche. Il convegno si è concentrato su questioni complesse e articolate, riguardanti anzitutto la tutela e la valorizzazione del patrimonio toponomastico delle minoranze linguistiche del territorio nazionale. Il simposio ha costituito un’importante occasione di confronto alla luce della legislazione – L. 482/1999 e D.P.R. 345/2001 – che garantisce la tutela della toponomastica minoritaria. I relatori hanno esaminato aspetti fondamentali tra cui l’evoluzione della toponomastica minoritaria, le politiche nazionali e locali di salvaguardia, il coinvolgimento delle comunità nel processo di conservazione, standardizzazione e valorizzazione dei nomi di luogo minoritari.</p>2026-09-05T11:19:56+02:00Copyright (c) 2026 Federico Gestri,Chiara Lo Destrohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1566Mostra San Giorgio. Il viaggio di un santo cavaliere dall’Oriente a Genova (Genova, Palazzo Reale, 30 ottobre 2025-I° marzo 2026; con omonimo catalogo, Milano, Davide Cimorelli, 2025).2026-09-05T11:54:15+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.it<p>La mostra, a cura di Alessandra Guerrini (direttrice dei Musei nazionali di Genova e della Liguria), Luca Leoncini, Anna Manzitti e Gianluca Zanelli, è dedicata a uno dei quattro santi patroni di Genova, San Giorgio, alla cui devozione la città è legata a partire almeno dal secolo XII come attestano le fonti storiche...</p>2026-09-05T11:22:55+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/15674th International Workshop of the ERC CoG MICOLL Merchants’ Routes 2.0. From Archives to the Web (Genova, Archivio di Stato/Società ligure di storia patria, 22-24 gennaio 2026).2026-09-05T11:54:15+02:00Nicola Gabellieriweb@cisge.it<p>Le giornate di studio <em>Merchants’ Routes 2.0. From Archives to the Web</em> hanno rappresentato il quarto appuntamento di un ciclo seminariale dedicato alla storia delle relazioni giuridiche e commerciali europee tra età medievale e moderna. L’iniziativa si colloca nella cornice di due distinti progetti di ricerca, entrambi coordinati da Stefania Gialdroni (Università di Padova). Il primo, <strong>MICOLL</strong> (<em>Migrating, Commercial, Law and Language</em>), progetto ERC, integra storia del diritto, storia economica e linguistica con l’obiettivo di ricostruire le fasi e le modalità di formazione di una <em>lex mercatoria</em> e di una tassonomia commerciale condivisa, capaci di connettere le principali città mercantili dell’area mediterranea e germanica nel Medioevo. Il secondo, <strong>IUSTITIAM</strong> (<em>Places, Spaces and Iconographies of Mercantile Justice in Europe, 11<sup>th</sup>-17<sup>th</sup> Centuries</em>), progetto FARE finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, analizza le forme e gli spazi dell’esercizio della giustizia mercantile nell’Italia settentrionale medievale attraverso un approccio interdisciplinare che coinvolge storia dell’arte, storia del diritto e urbanistica...</p>2026-09-05T11:25:27+02:00Copyright (c) 2026 Nicola Gabellierihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1568Mostra Il futuro di ieri. Una storia di mappe e trasformazioni a Genova (Genova, Palazzo della Borsa, 19 marzo-6 aprile 2026).2026-09-05T11:54:15+02:00Nicola Gabellieriweb@cisge.it<p>Nel Palazzo della Borsa di Genova, la mostra <em>Il futuro di ieri. Una storia di mappe e trasformazioni a Genova</em> ha proposto una riflessione sulla relazione profonda che lega la rappresentazione del territorio alla costruzione della città moderna. Dipanandosi in un articolato percorso documentario e visivo, l’esposizione ha ricostruito le trasformazioni urbane di Genova tra XVIII e XX secolo, soffermandosi sul ruolo della cartografia, delle tecniche di rilevazione e delle pratiche di conoscenza territoriale nella definizione delle forme della città presente e passata. Ben oltre la mera esposizione di documentazione geostorica, l’iniziativa, promossa dal Comune di Genova con il contributo dell’Unione Europea e ideata e prodotta dall’Ufficio sistemi informativi territoriali, ha saputo tessere una linea narrativa capace di mettere in relazione Storia urbana, Storia della scienza e tecnologie della rappresentazione...</p>2026-09-05T00:00:00+02:00Copyright (c) 2026 Nicola Gabellierihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1569Convegno Da Genova al mondo. Cristoforo Colombo e il mare (Genova, Aula magna dell’Università di Genova, 16 aprile 2026).2026-09-05T11:54:15+02:00Graziella Gallianoweb@cisge.itAndrea Miroglioweb@cisge.it<p>Il 16 aprile 2026 si è svolto a Genova il convegno <em>Da Genova al mondo. Cristoforo Colombo e il mare</em>, nell’ambito delle iniziative promosse in occasione dei 520 anni dalla morte dello Scopritore; protagonista di un’impresa che ha cambiato il corso della storia e che a tutt’oggi suscita riflessioni e dibattiti, nonostante la mastodontica bibliografia raccolta nei secoli riguardo alle sue vicende storiche: alla sua biografia e alla sua attività marinaresca, che specialisti di fama internazionale continuano a studiare e approfondire, alimentando ulteriormente la letteratura sul navigatore...</p>2026-09-05T11:32:16+02:00Copyright (c) 2026 Graziella Gallianohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1570Mostra Benevento, le Forche Caudine e il Sannio nel Grand Tour (Benevento, Museo del Sannio, 14 aprile 2026-30 giugno 2026).2026-09-05T11:54:15+02:00Mirko Castaldiweb@cisge.it<p>All’interno del progetto espositivo diffuso <em>Benevento nel Grand Tour. Viaggiatori, rovine e meraviglia tra ‘700 e ‘800</em> – promosso dalla Provincia di Benevento e organizzato da Sannio Europa dal 14 aprile al 30 giugno 2026 –, è stata allestita, presso il Museo del Sannio, una mostra intitolata <em>Benevento, le Forche Caudine e il Sannio nel Grand Tour</em>. L’esposizione affronta un tema classico della riflessione storico-geografica, reso interessante dal contesto indagato e dalla prospettiva assunta: il ruolo di Benevento e del territorio sannita all’interno degli itinerari del Grand Tour europeo. In un panorama di studi – ed espositivo – nel quale l’attenzione continua a concentrarsi quasi esclusivamente sulle grandi mete canoniche – Roma, Firenze, Venezia e Napoli – l’iniziativa propone invece una virata di sguardo, dimostrando come il viaggio sette-ottocentesco fosse costituito anche da luoghi di transito, deviazioni, percorsi secondari e territori la cui rilevanza non derivava soltanto dalla presenza di emergenze monumentali, ma dalla loro capacità di contribuire alla costruzione dell’esperienza e dell’immaginario geografico del viaggiatore...</p>2026-09-05T11:34:55+02:00Copyright (c) 2026 Mirko Castaldihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1571Mostra Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri costituenti (Roma, Senato della Repubblica, 6 marzo-7 giugno 2026).2026-09-05T11:54:15+02:00Annalisa D'Ascenzoweb@cisge.it<p>In occasione delle celebrazioni degli 80 anni della Repubblica in Italia, a Roma, presso la Sala Maccari di Palazzo Madama è stata allestita la mostra <em>Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri costituenti</em>. Inaugurata il 4 marzo 2026, l’iniziativa è stata promossa dal Senato della Repubblica in collaborazione con il Ministero della Cultura e organizzata dai Musei nazionali di Perugia - Direzione regionale Musei nazionali Umbria per contribuire al dibattito sui temi della partecipazione e del riconoscimento pubblico delle donne nella storia italiana...</p>2026-09-05T11:38:03+02:00Copyright (c) 2026 Annalisa D'Ascenzohttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1572V International Scientific Symposium della Romano-Hellenic Division dell’United Nations Group of Experts on Geographical Names How toponymy can contribute to reach the Sustainable Development Goals (SDGs) (Roma, Società geografica italiana, 3-5 giugno 2022026-09-05T11:54:15+02:00Fabiana Broglio Montaniweb@cisge.it<p>Il V International Scientific Symposium della Romano-Hellenic Division dell’United Nations Group of Experts on Geographical Names (UNGEGN<em>)</em> si è svolto dal 3 al 5 giugno 2026 presso la sede storica della Società geografica italiana, il Palazzetto Mattei in Villa Celimontana, a Roma. Posto sotto l’epigrafe <em>How toponymy can contribute to reach the Sustainable Development Goals (SDGs)</em>, l’evento è stato organizzato in stretta cooperazione con l’Istituto geografico militare (IGMI) e la Joint ICA-IGU Commission on Toponymy, con il patrocinio dell’Associazione dei geografi italiani (AGEI), dell’Associazione italiana di cartografia (AIC), dell’Associazione italiana insegnanti di geografia (AIIG), del Centro italiano per gli studi storico-geografici (CISGE) e della Società di studi geografici. Articolato in sette sessioni scientifiche, il simposio ha riunito trentanove contributi dedicati al ruolo che la toponomastica può assumere nel dibattito contemporaneo sulla sostenibilità, mettendo a confronto prospettive disciplinari e metodologiche differenti. La varietà dei casi di studio ha evidenziato come alle prospettive linguistiche, filologiche e storico-etimologiche dell’indagine toponomastica si possano efficacemente affiancare letture geografiche e geografico-storiche nelle quali il toponimo emerge anche come risorsa culturale e strumento di conoscenza del territorio. Il riferimento agli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite ha permesso di interrogare tali potenzialità in relazione a problematiche sociali, culturali, ambientali e territoriali....</p>2026-09-05T11:40:31+02:00Copyright (c) 2026 Fabiana Broglio Montanihttps://www.cisge.it/ojs/index.php/geostorie/article/view/1573Geographia Antiqua2026-09-05T12:03:22+02:00Geographia Antiquaroby.rodelli@gmail.com2026-09-05T12:02:57+02:00Copyright (c) 2026 Geographia Antiqua