https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/issue/feedCollana "Dalla mappa al GIS" (Labgeo Caraci editore)2026-01-07T13:58:57+01:00Open Journal Systemshttps://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1418Valorizzare e comunicare la tradizione nell’innovazione2024-11-11T18:38:07+01:00Annalisa D'Ascenzoannalisa.dascenzo@uniroma3.itDavide Mastrovitodavide.mastrovito@uniroma3.it<p>Con la pubblicazione di questa raccolta di saggi si prosegue la tradizione del Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci” avviata nel 2007, con l’organizzazione di un seminario di studi storico-cartografici e la restituzione delle relative memorie a stampa, che presentano – di anno in anno – le più recenti riflessioni teoriche sulle fonti e sull’applicazione delle tecnologie al servizio della ricerca geografica.<br>Un impegno che con tenacia e orgoglio portiamo avanti e che ha reso i seminari <em>Dalla mappa al GIS</em> un punto di riferimento per quanti si muovono nell’alveo della ricerca geostorica in Italia, oltre che un seguito e autorevole appuntamento a livello nazionale e internazionale, come dimostrano i programmi e le raccolte di queste prime quindici edizioni.<br>Il seminario organizzato dal Labgeo Caraci nel 2023, come di consueto in collaborazione con il Centro italiano per gli studi storico-geografici (CISGE), è stato dedicato a un tema assai frequentato dagli studiosi e dai geografi storici aperti alla collaborazione fra le scienze e gli specialisti incardinati in settori diversi, particolarmente da quanti di noi si trovano a lavorare in progetti sviluppati da gruppi ampi e compositi, sia per competenze che per provenienze geografiche intra e sovranazionali. Il titolo di quelle due giornate, <em>Interdisciplinarità e geotecnologie. Dalla ricerca all’applicazione dei saperi</em>, è stato recuperato nella omonima pubblicazione che ne restituisce le risultanze a stampa (e in open access). [...]</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1403Il Labgeo Caraci e l'alta formazione. Corsi di master e summer school per la conservazione e valorizzazione dei beni culturali2024-11-11T18:38:07+01:00Carla Masetticarla.masetti@uniroma3.it<p>IL LABGEO CARACI E L’ALTA FORMAZIONE. CORSI DI MASTER E SUMMER SCHOOL PER LA CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI <em>‒</em> Scopo del presente lavoro è quello di offrire una ricostruzione delle finalità formative di due percorsi <em>post lauream </em>dell’Università degli Studi Roma Tre (il Master di secondo livello <em>Il Master “Digital Earth e Smart Governance: strategie e strumenti GIS per la gestione dei beni territoriali e culturali” </em>e le Summer School dipartimentali <em>Visualizing San Saba e Visualizing Terrae Caetani</em>)<em>,</em> dalla loro istituzione sino ad oggi, allo scopo di coglierne le qualità peculiari e le caratteristiche problematiche, ma anche al fine di ipotizzare eventuali correttivi per una migliore struttura organizzativa e un coordinamento più funzionale alle richieste della società attuale.<br><br>THE LABGEO CARACI AND HIGH EDUCATION. MASTER’S COURSES AND SUMMER SCHOOL FOR THE CONSERVATION AND ENHANCEMENT OF CULTURAL HERITAGE ‒ The aim of this work is to offer a reconstruction of the training aims of two post-graduate courses of the Roma Tre University (the second level Master’s degree <em>Digital Earth e Smart Governance: strategie e strumenti GIS per la gestione dei beni territoriali e culturali</em> and the departmental Summer Schools <em>Visualizing San Saba</em> and <em>Visualizing “Terrae Caetani</em>”, from their institution until today, grasping their peculiar qualities and problematic characteristics, also in order to hypothesize possible corrective measures for a better organizational structure and more functional coordination to the demands of current society.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1404Il mondo in un armadio. Conservazione e valorizzazione del patrimonio cartografico scolastico del Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci” in un'ottica digitale e multidisciplinare2024-11-11T18:38:08+01:00Mirko Castaldimirko.castaldi@uniroma3.itArturo Galliaarturo.gallia@uniroma3.it<p>IL MONDO IN UN ARMADIO. CONSERVAZIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CARTOGRAFICO SCOLASTICO DEL LABORATORIO GEOCARTOGRAFICO “GIUSEPPE CARACI” IN UN’OTTICA DIGITALE E MULTIDISCIPLINARE ‒ Negli ultimi anni il patrimonio geografico scolastico storico è oggetto di attenzioni, volte alla sua valorizzazione, anche attraverso forme di musealizzazione. In questo processo, l’interesse verso la cartografia murale scolastica storica sembra essere minore di quanto meriterebbe. Il saggio vuole proporre una riflessione teorico-metodologica e un’analisi del fondo della cartografia murale del Laboratorio geocartografico “Giuseppe Caraci” dell’Università Roma Tre. <br><br>THE WORLD IN A WARDROBE. CONSERVATION AND ENHANCEMENT OF THE SCHOOL CARTOGRAPHIC HERITAGE OF THE “GIUSEPPE CARACI” GEOCARTOGRAPHIC LABORATORY UNDER A DIGITAL AND MULTIDISCIPLINARY PERSPECTIVE – In recent years, historical school geographic heritage has been the object of attention, aimed at its valorisation, also through forms of musealisation. In this process, interest in historical school wall cartography seems to be less than it deserves. The essay aims to propose a theoretical-methodological reflection and an analysis of the wall cartography collection of the “Giuseppe Caraci” Geocartographic Laboratory of the University of Roma Tre.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1405Human interface, voicemap, tree talker e gamification. I connettori del sapere geografico di CREDI in Gradi2024-11-11T18:38:08+01:00Luisa Carboneluisa.carbone@unitus.itMiriam Notomiriam.noto@unitus.itLuca Lucchettiluca.lucchetti@unitus.itTony Urbanitony.urbani@unitus.it<p>HUMAN INTERFACE, VOICEMAP, TREE TALKER E GAMIFICATION: I CONNETTORI DEL SAPERE GEOGRAFICO DI <em>CREDI</em> IN GRADI ‒ Negli ultimi anni l’applicazione di tecnologie nel campo del patrimonio culturale e ambientale ha conosciuto un ampio e costante sviluppo, aprendo nuove e importanti potenzialità di conoscenza scientifica, ma anche ampliando le opportunità di valorizzazione e fruizione turistica, consentendo modalità di divulgazione sempre più attraenti e accessibili. In questa direzione il contributo ha l’intento di ripercorre le fasi progettuali e operative di valorizzazione del patrimonio culturale e naturale del complesso monumentale di Santa Maria in Gradi, sede dell’Università della Tuscia, al centro di una serie di attività innovative, ludico-formative e format narrativi nuovi per la fruizione e il coinvolgimento di un pubblico diverso da quello accademico.<br><br>HUMAN INTERFACE, VOICEMAP, TREE TALKER AND GAMIFICATION: THE CONNECTORS OF GEOGRAPHIC KNOWLEDGE IN GRADI ‒ In recent years, the application of technologies in the field of cultural and environmental heritage has experienced a wide and constant development, opening up new and important potentials of scientific knowledge, but also expanding the opportunities for tourist enhancement and use, allowing increasingly attractive and accessible methods of dissemination. In this direction, the contribution aims to retrace the design and operational phases of enhancement of the cultural and natural heritage of the Monumental Complex of Santa Maria in Gradi, headquarters of the University of Tuscia, at the center of a series of innovative, recreational-educational activities and new narrative formats for the use and involvement of an audience other than the academic one.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1406Geografia, disciplina sempre “permeabile” e disponibile per valorizzare i saperi2024-11-11T18:38:09+01:00Renata Allegrirenata.allegri@edu.unige.it<p>GEOGRAFIA, DISCIPLINA SEMPRE “PERMEABILE” E DISPONIBILE PER VALORIZZARE I SAPERI – In un quadro di cambiamento degli apprendimenti scolastici veloce e preoccupante, lo studio della geografia consente ampi spazi di riflessione per tutti i gradi di scuola perché si possono impostare strategie didattiche di forte impatto, che stimolino l’osservazione e l’analisi dell’ambiente o, meglio, del territorio e del paesaggio, attività che possono essere utili a rafforzare le capacità critiche e di apprendimento.<br><br>GEOGRAPHY, A DISCIPLINE ALWAYS “PERMEABLE” AND AVAILABLE TO ENHANCE KNOWLEDGE – In a context of rapid and worrying changes in school learning, the study of geography allows ample space for reflection among all school levels. With the help of geographic methodology it becomes possible to set up high-impact teaching strategies that stimulate the observation and analysis of the environment or better of the territory and landscape. Such activities can be useful to strengthen critical and learning skills. Change must inevitably pass through the method and teaching tools such as school textbooks.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1407Il progetto AtLiTeG (Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall’età medievale all’Unità): multidisciplinarità e geotecnologie2024-11-11T18:38:09+01:00Monica Albamonica.alba@unistrasi.itGiovanni Urracigiovanni.urraci@unipd.it<p>IL PROGETTO <em>ATLITEG</em> (ATLANTE DELLA LINGUA E DEI TESTI DELLA CULTURA GASTRONOMICA ITALIANA DALL<em>’</em>ETÀ MEDIEVALE ALL<em>’</em>UNITÀ: MULTIDISCIPLINARITÀ E GEOTECNOLOGIE ‒ Il PRIN 2017 <em>AtLiTeG</em> “<em>Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica dal Medioevo all’Unità</em>” nasce con un intento spiccatamente pluridisciplinare: la filologia, la lessicografia, la geografia storica e umana, l’informatica umanistica convivono e dialogano al fine di offrire, nell’ambito del dominio italiano, una nuova immagine della lingua del cibo, considerata nel suo formarsi e nel suo sviluppo diacronico. Il saggio mira ad illustrare due dei principali risultati del progetto: la banca dati testuale contenente un corpus interregionale di documenti editi e inediti o privi di edizioni scientifiche e il Vocabolario storico della lingua italiana della gastronomia (<em>VoSLIG</em>); entrambi instaurano un vivo dialogo con l’Atlante geo-testuale WebGIS (terzo prodotto della ricerca), volto a rappresentare geograficamente i lemmi studiati nel <em>VoSLIG</em> attingendo ai testi contenuti nel database.<br><br>THE <em>ATLITEG</em> PROJECT (<em>ATLAS OF THE LANGUAGE AND TEXTS OF ITALIAN GASTRONOMIC CULTURE FROM THE MIDDLE AGES TO THE UNIFICATION</em>): MULTIDISCIPLINARITY AND GEOTECHNOLOGY ‒ The PRIN 2017 <em>AtLiTeG</em> “<em>Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica dal Medioevo all’Unità</em>” was conceived with a distinctly multidisciplinary intent. It integrates philology, lexicography, historical and human geography, and digital humanities to offer new insights on the origin and evolution of Italian food language. This paper aims to illustrate two of its main outcomes: a digital database containing an interregional corpus of both edited and previously unpublished texts, and the “<em>Vocabolario storico della lingua italiana della gastronomia</em>” (<em>VoSLIG</em>). These two resources engage with a third platform: a geo-textual atlas that represents the distribution of the considered lemmas throughout Italy.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1408Un WebGIS per la rappresentazione di dati geotestuali: l’“Atlante” online AtLiTeG2024-11-11T18:38:10+01:00Matteo Rossimatteo.rossi@unistrasi.it<p>UN WEBGIS PER LA RAPPRESENTAZIONE DI DATI GEOTESTUALI: L’“ATLANTE” ONLINE ATLITEG ‒ Il seguente contributo mira a descrivere le principali sfide tecnico-disciplinari emerse al momento della realizzazione della piattaforma WebGIS, che costituisce l’“Atlante” geotestuale online del progetto di ricerca <em>AtLiTeG</em> (<em>Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dal Medioevo all’Unità</em>). Tali sfide riguardano in particolare due momenti fondamentali dello sviluppo dell’Atlante: da un lato la realizzazione della cartografia storica dell’Italia dal Medioevo fino all’Unità d’Italia, dall’altro la necessità di cercare una rappresentazione grafica che valorizzasse il più possibile i vari lemmi gastronomici e il trovare un sistema di gestione ottimizzato del dataset, aspetti che sono stati resi ardui dalla struttura particolare del dato del <em>VoSLIG</em> (<em>Vocabolario storico della lingua italiana e della gastronomia</em>), nonché per le peculiarità della piattaforma usata come “Atlante”. La piattaforma sviluppata possiede alcune funzioni che consentiranno agli utenti di interagire con i dati spaziali e le informazioni memorizzate e archiviate in esse, nonché di comprendere la distribuzione attraverso i secoli delle voci gastronomiche presenti.<br><br>A <em>WEBGIS</em> TO REPRESENT GEOGRAPHIC AND TEXTUAL DATA: THE “ATLAS” ATLITEG ‒ The following paper deals with the challenges encountered in creating cartographic data aimed to represent information about the main concepts related to gastronomic terms, as part of the <em>AtLiTeG</em> project (<em>Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dal Medioevo all’Unità</em>). These challenges focus on both the reconstruction of the historical Italian context from the Middle Ages to Italian Unification, based on original historical cartography, and the difficulties in representing and managing culinary terminology stored in the <em>AtLiTeG</em> database, due to the data scheme and the properties of the WebGIS. The platform is equipped with several functions and widgets that allow users to interact with spatial data populated with <em>AtLiTeG</em> culinary information and represent them through the ages.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1409Cartografare la lingua del cibo: una sfida multidisciplinare e geotecnologica2024-11-11T18:38:10+01:00Annalisa D'Ascenzoannalisa.dascenzo@uniroma3.it<p>CARTOGRAFARE LA LINGUA DEL CIBO: UNA SFIDA MULTIDISCIPLINARE E GEOTECNOLOGICA ‒ Il Labgeo Caraci è stato individuato dall’Università per Stranieri di Siena per una collaborazione scientifica e tecnologica in vista della completa realizzazione del progetto PRIN 2017 Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall’età medievale all’Unità (AtLiTeG), PI la professoressa Giovanna Frosini. Il cosiddetto Atlante geotestuale avrebbe dovuto tradurre in cartografie parte delle schede elaborate per Il Vocabolario storico della lingua italiana della gastronomia (VoSLiG). Non è stato facile affrontare e visualizzare dal punto di vista geografico un fenomeno tanto complesso, mobile e mutevole, quale la lingua, applicata alla cultura, materiale e immateriale, della gastronomia. Il lavoro ha rappresentato una molteplice sfida: concettuale, scientifica e tecnologica. L’Atlante, infatti, evidentemente non è un Atlante, ma un sistema informativo geografico storico, dinamico, interattivo, disponibile online grazie alla collaborazione di Tecnostudi Ambiente srl. Complicata la questione della datazione dei lemmi (e dei geosinonimi), ancor più quella della loro localizzazione geografica (collegata ai documenti): dopo molti tentativi, ogni lemma è stato ricondotto a un layer, sono stati utilizzati punti e centroidi per indicare i gastronimi e i geosinonimi ordinati secondo quattro scale, organizzate sulla scorta dei diversi ambiti geolinguistici ricostruiti revisionando la Carta dei dialetti d’Italia di Giovanni Battista Pellegrini (1980). Un robusto apparato di “quadri” geotemporali, che rendono evidente la complessità dell’evoluzione giurisdizionale italiana dal Basso Medioevo all’Unità, è la componente caratteristica e scientificamente importante offerta dai geografi storici in aggiunta al progetto iniziale. L’apparato di cartografia storica, allestito su tre differenti periodizzazioni e 12 layer delimitati cronologicamente, arricchisce il sistema dell’HWebGIS AtLiTeG.<br><br>MAPPING THE LANGUAGE OF FOOD: A MULTIDISCIPLINARY AND GEOTECHNOLOGICAL CHALLENGE – Labgeo Caraci has been selected by the Università per Stranieri di Siena for a scientific and technological collaboration for the full realisation of PRIN 2017 <em>Atlante della lingua e dei testi della cultura gastronomica italiana dall’età medievale all’Unità </em>(<em>AtLiTeG</em>), PI Giovanna Frosini, The geo-textual Atlas, as it was called, was intended to translate some of the records created for the <em>Vocabolario storico della lingua italiana della gastronomia </em>(<em>VoSLiG</em>) into maps. It has not been easy to approach and visualise, from a geographical point of view, such a complex, mobile and changing phenomenon as language, applied to the culture, both material and immaterial, of gastronomy over a long period of time. The work was a multiple challenge: conceptual, scientific and technological. In fact, the Atlas is not an Atlas, but an historical, dynamic and interactive geographical information system, available online thanks to the collaboration of Tecnostudi Ambiente srl. The issue of dating the headwords (and geosynonyms) was complicated, even more so that of their geographical location (linked to documents): after many attempts, each headword was traced back to a layer, points and centroids were used to indicate the gastronyms and geosynonyms ordered according to four scales, organised on the basis of the different geolinguistic domains reconstructed by revising Giovanni Battista Pellegrini’s <em>Carta dei dialetti d’Italia </em>(1980). A robust apparatus of geo-temporal ‘cadres’, which make evident the complexity of the Italian jurisdictional evolution from the Late Middle Ages to the Unification, is the characteristic and scientifically important component offered by historical geographers in addition to the initial project. The historical cartography apparatus, based on three different periodisations and twelve chronologically delimited layers, enriches the <em>AtLiTeG</em> HWebGIS system.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1410I catasti antichi del contado aquilano e la ricerca storico-geografica. Una proposta di lettura della rilevazione su Fagnano e Ripa (XV secolo)2024-11-11T18:38:11+01:00Filiberto Ciagliafiliberto.ciaglia@uniroma1.it<p>I CATASTI ANTICHI DEL CONTADO AQUILANO E LA RICERCA STORICO-GEOGRAFICA. UNA PROPOSTA DI LETTURA DELLA RILEVAZIONE SU FAGNANO E RIPA (XV SECOLO) - La ricerca elabora una proposta di lettura del Catasto antico di Fagnano e Ripa, formato nella seconda metà del XV secolo. Sulla scia dell’opera di digitalizzazione e schedatura dei catasti quattrocenteschi - pressoché inesplorati dagli studi storico-geografici - condotta dall’Archivio di Stato dell’Aquila, il contributo pone l’attenzione sul castello di Fagnano, nella Media Valle dell’Aterno, incluso tra gli abitati che, pur concorrendo al processo fondativo della città, non partecipò al popolamento dello specifico locale urbano. Oltre a fornire dati utili allo studio delle tipologie dei coltivi e delle pratiche rurali, la lettura del catasto restituisce un imponente novero di toponimi ad oggi tralasciato dai propositi di catalogazione, cui approcciarsi integrando l’analisi della cartografia storica, della produzione letteraria erudita e dei saperi locali. Una prima linea tematica richiama l’analisi del dato toponomastico nella sua chiave di indicatore ambientale e culturale che, come tale, richiede un’operazione di esegesi critica degli inventari di ogni ditta proprietaria per precisare la localizzazione dei possedimenti, tenendo conto delle problematiche d’interpretazione connesse ai duplicati di toponimo. Secondariamente, la documentazione consente di reperire nuove informazioni sui proprietari di Fagnano che si inurbarono in città, indagando da una parte le relazioni tra locali intus e omonimi castelli territoriali, e, dall’altra, i caratteri degli spazi intramurari occupati dai trasferiti. Per ultimo, la lettura del manoscritto ha permesso di individuare una carta sciolta che si configura quale promemoria del funzionario addetto al registro in relazione ad aggiornamenti sui confini amministrativi, certificando la perdurante interconnessione tra catasti e altre scritture.<br><br>THE ANCIENT CADASTRES OF THE L’AQUILA COUNTRYSIDE AND HISTORICAL-GEOGRAPHICAL RESEARCH. A RESEARCH PROPOSAL RELATING TO THE SURVEY ON FAGNANO AND RIPA (15<sup>TH</sup> CENTURY) - The research proposes a reading of the ancient Cadastre of Fagnano and Ripa, formed in the second half of the 15<sup>th</sup> century. The documentation was digitised and filed by the State Archives of L’Aquila and is almost unexplored by historical-geographical studies. The contribution focuses on the castle of Fagnano, in the Media Valle dell’Aterno, included among the settlements that, although contributing to the foundation of the city, did not participate in the populating of the specific urban area. In addition to providing useful data for the study of crop types and rural practices, a reading of the cadastre reveals an imposing number of toponyms that have not yet been considered by cataloguing, which can be approached by integrating the analysis of historical cartography, printed sources and local knowledge. A first thematic line concerns the analysis of toponymic data as an environmental and cultural indicator, which as such requires an operation of critical analysis of the inventories of each owner in order to specify the location of the possessions, taking into account the problems of interpretation connected with toponym duplications. Secondly, the documentation provides new information on the owners of Fagnano who moved to the city, investigating on the one hand the relations between urban premises and the homonymous territorial castles, and on the other hand the characteristics of the intramural spaces occupied. Lastly, the reading of the manuscript has made it possible to identify a loose paper that takes the form of a memorandum from the registry officer in relation to updates on administrative boundaries, certifying the enduring interconnection between registers and other writings.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1411Border cadastres: land and buildings in Ciudad Rodrigo (Salamanca, Spain), 1818-18202024-11-11T18:38:12+01:00Miguel Ángel Bringas Gutiérrezbringasma@unican.esÁngel Ignacio Aguilar Cuestahi2agcua@uco.es<p>BORDER CADASTRES: LAND AND BUILDINGS IN CIUDAD RODRIGO (SALAMANCA, SPAIN), 1818-1820 – In 1816, the Spanish treasury was confronted with considerable difficulties in the aftermath of the war against the French and the reinstatement of the Bourbon monarchy. In response, Ferdinand VII appointed Martín de Garay, a liberal, as the head of the ministry. One potential solution to these difficulties was the reform of the tax system, which would result in an increase in revenue and a rationalisation of expenditure. Nevertheless, the implementation of this reform would necessitate an assessment of the national wealth. In order to achieve this objective, Martín de Garay ordered the preparation of the <em>General Statistics of the Kingdom</em>, between 1818 and 1820. This statistical document was constituted of two distinct components: a textual cadastre, which detailed the properties and assets of all taxpaying subjects and institutions, and a wealth notebook, which described the production and income of all inhabitants in each of Spain’s towns. The aim of this paper is to provide a description and analysis of the documentation located in the municipal archive of Ciudad Rodrigo (Salamanca) that pertains to the cadastral and statistical operation conducted by Martín de Garay. Furthermore, the aim of this study is to demonstrate the potential of these textual cadastres for the study of the size, value and characteristics of the buildings and houses in these Salamanca towns near the border with Portugal at the beginning of the 19th century.<br><br>CATASTI DI CONFINE: TERRITORIO ED EDIFICI A CIUDAD RODRIGO (SALAMANCA, SPAGNA), 1818-1820 – Nel 1816, i gravi problemi che attraversava l’erario spagnolo, appena terminata la guerra contro i francesi e ristabilita la monarchia borbonica, costrinsero Ferdinando VII a mettere a capo del ministero un liberale come Martín de Garay. La soluzione non poteva essere diversa dalla riforma del sistema fiscale che avrebbe portato ad un aumento delle entrate e ad una razionalizzazione delle spese, ma la riforma implicava la necessità di valutare la ricchezza nazionale. A questo scopo, Martín de Garay ordinò che fosse preparata la <em>Statistica generale del Regno</em>, tra il 1818 e il 1820. Questa statistica era composta da un catasto descrittivo in cui si dettagliavano le proprietà e i patrimoni di tutti i soggetti e istituzioni contribuenti e da un taccuino di ricchezza in cui venivano descritte le produzioni e i redditi di tutti i vicini di ciascuno di essi. In questo lavoro si intende descrivere e analizzare la documentazione presente nell’archivio comunale di Ciudad Rodrigo (Salamanca) relativa all’operazione catastale e statistica di Martín de Garay. E mostrare le possibilità che questi catasti testuali offrono per lo studio delle dimensioni, del valore e delle caratteristiche degli edifici e delle case in queste città di Salamanca vicino al confine con il Portogallo all’inizio del XIX secolo.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1412La geografia della mezzadria in Campania (secoli XIX-XX). Caratteristiche del contratto, localizzazione e paesaggio tipico2024-11-11T18:38:13+01:00Giacomo Zanibelligiacomo.zanibelli@unina.it<p>LA GEOGRAFIA DELLA MEZZADRIA IN CAMPANIA (SECOLI XIX-XX). CARATTERISTICHE DEL CONTRATTO, LOCALIZZAZIONE E PAESAGGIO TIPICO ‒ Lo scopo di questo studio è quello di ricostruire, attraverso anche l’impiego della tecnologia GIS, la geografia e la diffusione della mezzadria nella regione Campania (Italia meridionale) dalla seconda metà dell’Ottocento al periodo fascista, per verificare se la presenza di questo contratto abbia contribuito a disegnare e conservare un paesaggio “tipico” in cui sia possibile rilevare un’organizzazione spaziale comune (umana e delle coltivazioni) tra le diverse realtà territoriali, basato sul sistema della policoltura (grano, olio e vino). Inoltre, si è osservato se sussistano similarità con il paesaggio tipico della mezzadria dell’Italia centrale, in particolare quello toscano. L’analisi è stata condotta sulle regioni agrarie (zone con caratteristiche agricole comuni) per individuare aree omogenee di diffusione del contratto di mezzadria. Questo contributo è importante perché ricostruisce una serie di indicatori per misurare la presenza del contratto di mezzadria e definisce un paesaggio tipo della mezzadria della Campania attraverso specifici rilevatori quantitativi. I risultati raggiunti hanno permesso di dimostrare che alcune regioni agrarie della Campania presentavano valori superiori alla media italiana di mezzadria e che questo contratto era importante per l’economia agraria delle aree marginali di montagna e collina, perché fortemente relazionato alle coltivazioni commerciali (olio e vino). Infine, sono stati rilevati tratti distintivi del paesaggio della mezzadria conservatisi fino all’alba del XXI secolo.<br><br>THE GEOGRAPHY OF SHARECROPPING IN CAMPANIA (19<sup>TH</sup>-20<sup>TH</sup> CENTURIES). SPECIFIC OF THE CONTRACT, LOCALIZATION AND TYPICAL LANDSCAPE ‒ The aim of this study is to reconstruct, also through GIS technology, the geography and the spread of sharecropping in the Campania region (southern Italy) from the second half of the nineteenth century to the Fascist period to verify if the presence of this contract contributed to designing and preserving a “typical” landscape in which it is possible to identify a common spatial organization (human and cultivation) among different territorial realities based on the polyculture system (wheat, oil and wine). In addition, it was observed whether there are similarities with the typical sharecropping landscape of central Italy, particularly that of Tuscany. The analysis was conducted on agrarian regions (areas with similar agricultural characteristics) to identify homogeneous zones of sharecropping contract spread. This contribution is important because it reconstructs a set of indicators to measure the presence of the sharecropping contract and defines a typical landscape of sharecropping in Campania through specific quantitative indicators. The results achieved showed that some agrarian regions of Campania had higher values of sharecropping than the Italian average and that this contract was important for the agrarian economy of marginal mountain and hillside areas because it was strongly related to commercial crops (oil and wine). Finally, it was discovered that the distinctive features of Campania’s sharecropping landscape had been preserved until the dawn of the 21<sup>st</sup> century.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1413Dal dato geospaziale all’informazione geografica per documentare e valorizzare luoghi storici. Un’esperienza sull’isola di Zannone2024-11-11T18:38:14+01:00Gianluca Casagrandegianluca.casagrande@unier.itRoberta Rodelliroberta.rodelli@unier.it<p>DAL DATO GEOSPAZIALE ALL’INFORMAZIONE GEOGRAFICA PER DOCUMENTARE E VALORIZZARE LUOGHI STORICI. UN’ESPERIENZA SULL’ISOLA DI ZANNONE – Nel settembre 2023, il Geographic Research and Application Laboratory (GREAL) dell’Università Europea di Roma, in collaborazione con l’Università Roma Tre, ha effettuato una ricognizione sull’isola di Zannone, parte dell’arcipelago delle Ponziane, con l’obiettivo di documentare e valorizzare aspetti geostorici e ambientali del territorio. Questa attività si inserisce nel contesto del progetto PRIN <em>Islands4Future</em>, volto a contrastare la marginalizzazione delle comunità insulari, promuovendo, in primis nella consapevolezza delle nuove generazioni, il patrimonio culturale e turistico locale. Durante la ricognizione sono stati raccolti dati geospaziali attraverso l’uso di UAS e tecniche innovative per la produzione di ortofoto, modelli 3D e rappresentazioni immersive, al fine di sviluppare informazione geografica utile a pianificare iniziative di valorizzazione dei luoghi. I risultati dimostrano come tecnologie accessibili possano supportare la documentazione e la promozione del patrimonio locale, favorendo lo sviluppo di percorsi di valorizzazione basati sul coinvolgimento delle comunità insulari.<br><br>FROM GEOSPATIAL DATA TO GEOGRAPHICAL INFORMATION TO DOCUMENT AND ENHANCE HISTORICAL PLACES. AN EXPERIENCE ON THE ISLAND OF ZANNONE – In September 2023, the Geographic Research and Application Laboratory (GREAL) of the European University of Rome, in collaboration with Roma Tre University, conducted a survey on Zannone Island, one of the Ponziane, with the aim of documenting and enhancing the geo-historical and environmental aspects of the area. This activity is part of the PRIN <em>Islands4Future</em>, aimed at counteracting the marginalization of island communities by promoting local cultural heritage and tourism, especially among younger generations. During the survey, geospatial data was collected using UAS and innovative techniques for the production of orthophotos, 3D models, and immersive representations, with the goal of developing geographical information to be used for planning initiatives to enhance the area. The results demonstrate how accessible technologies can support the documentation and promotion of local heritage, fostering the development of territorial enhancement, based on the involvement of island communities.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1414Applicazioni HGIS e WebGIS interdisciplinari per l’ecologia storica: copertura boschiva, animali selvatici e specie botaniche negli spazi alpini2024-11-11T18:38:14+01:00Giovanni Cristinagiovanni.cristina@uniroma3.itNicola Gabellierinicola.gabellieri@unitn.it<p>APPLICAZIONI HGIS E WEBGIS INTERDISCIPLINARI PER L’ECOLOGIA STORICA: COPERTURA BOSCHIVA, ANIMALI SELVATICI E SPECIE BOTANICHE NEGLI SPAZI ALPINI – Il valore della documentazione geostorica di varia natura come fonte di informazioni per studiare le relazioni tra società e popolamenti vegetali ed animali del passato, anche in prospettiva diacronica, è ormai da tempo riconosciuto. In questa cornice l’introduzione degli Historical GIS, sistemi informativi per loro natura a vocazione multidisciplinare, può facilitare la sistematizzazione dei dati localizzati, l’integrazione di diverse prospettive e la diffusione e la divulgazione dei risultati presso il grande pubblico e gli specialisti. Allo stesso tempo, l’applicazione delle geo-tecnologie pone importanti problematiche relative all’affidabilità della fonte e al suo trattamento. In questo ambito, il contributo presenta una esperienza in corso relativa all’esegesi e al processamento digitale di alcune fonti geostoriche, che forniscono importanti informazioni relative alla distribuzione di specie animali e vegetali nell’XIX secolo per il territorio corrispondente all’attuale Trentino. La documentazione è sottoposta ad opportuna critica e ricostruzione del contesto di produzione; la georeferenziazione delle carte e la digitalizzazione dei dati consentono di ricostruire parzialmente l’ecologia del contesto alpino ottocentesco, identificare la geografia di specifiche specie oggi a rischio e condividere tali risultati con altre discipline tramite sistemi WebGIS che si confermano strumenti fondamentali per il dialogo tra ricercatori/trici, specialisti/e e responsabili della governance.<br><br>INTERDISCIPLINARY HGIS AND WEBGIS APPLICATIONS FOR HISTORICAL ECOLOGY: WOODLAND COVERAGE, WILDLIFE AND BOTANICAL SPECIES IN ALPINE SPACES – The value of geohistorical documentation of different types as a source of information for studying the relationships between societies and past plant and animal populations, even from a diachronic perspective, has long been recognized. Within this framework, the introduction of Historical GIS, information systems inherently multidisciplinary in nature, can facilitate the systematization of localized data, the integration of different perspectives, and the dissemination of results to both the general public and specialists. Simultaneously, the application of geotechnologies raises significant issues regarding the reliability of the source and its treatment. In this context, this contribution presents an ongoing experience related to the exegesis and digital processing of some geohistorical sources, providing important information about the distribution of animal and plant species in the 19th century for the territory corresponding to the current Trentino. The documentation undergoes appropriate critical analysis and context reconstruction; the georeferencing of maps and data digitization allow for the partial reconstruction of the ecology of the 19th-century Alpine context, identification of the geography of specific species currently at risk, and sharing these results with other disciplines through WebGIS systems that prove essential tools for dialogue among researchers, specialists, and governance authorities.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1415Una metodologia interdisciplinare e partecipativa per contribuire al rafforzamento della filiera agroalimentare del Mediterraneo2024-11-11T18:38:15+01:00Luisa Spagnoliluisa.spagnoli@cnr.itLucia Grazia Varasanovarasanoluciagrazia@gmail.com<p>UNA METODOLOGIA INTERDISCIPLINARE E PARTECIPATIVA PER CONTRIBUIRE AL RAFFORZAMENTO DELLA FILIERA AGROALIMENTARE DEL MEDITERRANEO – I cambiamenti climatici in atto a livello globale hanno ricadute significative sulla sicurezza e sulla stabilità dell’ambiente naturale e di quello antropico, influenzando specialmente i sistemi agroalimentari in termini di qualità e resa dei prodotti agricoli, nonché di disponibilità e approvvigionamento idrico. Questa situazione può generare notevoli ripercussioni socio-economiche soprattutto nelle aree rurali più svantaggiate e marginali. Negli ultimi anni, la cooperazione transfrontaliera nel bacino del Mediterraneo ha assunto un ruolo sempre più importante in materia di ricerca e innovazione, contribuendo a determinare impatti significativi in termini di adattamento e resilienza ai cambiamenti climatici. Queste le premesse per raccontare un’esperienza progettuale che, prendendo spunto da una best practice italiana, va man mano costituendosi nei territori delle due sponde del Mediterraneo, coinvolgendo alcuni paesi della regione MENA. La creazione del network euromediterraneo, improntato su un approccio interdisciplinare e multiattoriale, ha l’obiettivo generale di contribuire ad aumentare la capacità di resilienza dei sistemi agricoli e rurali, rafforzando l’intera catena alimentare attraverso l’adozione del modello di land suitability, l’implementazione dei dati in ambiente GIS, la sperimentazione sul campo di nuove pratiche agricole e di nuovi modelli commerciali.<br><br>AN INTERDISCIPLINARY AND PARTICIPATORY METHODOLOGY TO CONTRIBUTE TO THE STRENGTHENING OF THE MEDITERRANEAN AGRI-FOOD CHAIN – Ongoing global climate change has significant impacts on the security and stability of natural and human systems, especially affecting agri-food systems in terms of quality and yield of agricultural products, as well as water availability and supply. This situation can produce significant socio-economic impacts especially in the most disadvantaged and marginal rural areas. In recent years, cross-border cooperation in the Mediterranean basin has assumed an increasingly important role in research and innovation, contributing to significant impacts in terms of adaptation and resilience to climate change. This is the framework for highlighting the main outlines of a project that is gradually being established in the territories of the two shores of the Mediterranean (taking its starting point from an Italian best practice), involving a number of countries in the MENA region. The creation of the Euro-Mediterranean network, marked by an interdisciplinary and multi-actor approach, has the overall objective of increasing the resilience of agricultural and rural systems, strengthening the entire food chain through the adoption of the land suitability model, the implementation of data in a GIS environment, and the field testing of new agricultural practices and business models.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1416Il progetto Forma Urbis Romae Pontificiae: un sistema informativo territoriale per la storia della Roma dei Papi2026-01-07T13:58:57+01:00Emanuela D'Ignazioe.dignazio@unigre.it<p>IL PROGETTO FORMA URBIS ROMAE PONTIFICIAE: UN SISTEMA INFORMATIVO TERRITORIALE PER LA STORIA DELLA ROMA DEI PAPI ‒ Il progetto Forma Urbis Romae Pontificiae, sostenuto dal Dipartimento dei Beni culturali della Chiesa della Pontificia Università Gregoriana e dalla rivista «Archivum Historiae Pontificiae», si propone di sviluppare il sistema informativo territoriale FURP, uno strumento informatico e informativo che, partendo dalla documentazione, storica, archeologica e storico-artistica delle testimonianze monumentali e materiali a committenza pontificia presenti nella città di Roma, consenta di ricostruire, attraverso la visualizzazione della città in una pianta informatizzata, la nascita e l’evoluzione della Roma cristiana secondo ciascun pontificato dall’antichità ad oggi. Tra gli sviluppi futuri si prevede la realizzazione di un portale web per la storia del papato a Roma all’interno del quale accogliere il WebGIS FURP per la pubblica consultazione, lo studio, la conoscenza e la valorizzazione dei beni culturali della Chiesa e finalizzato alla documentazione materiale della storia del papato a Roma.<br><br>THE FORMA URBIS ROMAE PONTIFICIAE PROJECT: A GEOGRAPHIC INFORMATION SYSTEM FOR THE HISTORY OF PAPAL ROME ‒ The Forma Urbis Romae Pontificiae project, supported by the Department of Church Cultural Heritage of the Pontifical Gregorian University and the «Archivum Historiae Pontificiae» journal, aims to develop the <em>FURP</em> Geographic Information System. This innovative digital tool, based on historical, archaeological, and art-historical documentation of monumental and material testimonies commissioned by the papacy in the city of Rome, will enable the reconstruction of the birth and evolution of Christian Rome through an interactive city map. This GIS will visualize the development of the city according to each pontificate from antiquity to the present day. Future developments include the creation of a web portal for the history of the Papacy in Rome, which will host the WebGIS <em>FURP</em>. This portal will be available for public consultation, study, and appreciation of the Church’s cultural heritage, and will serve to document the material history of the Papacy in Rome.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c) https://www.cisge.it/ojs/index.php/mappagis-labgeo/article/view/1417Roma è ancora sbagliata? Il centro storico e la scuola dal 1973 al 20232024-11-11T18:38:16+01:00Carlotta Anna Pallottinocarlottaanna.pallottino@uniroma1.it<p>ROMA È ANCORA SBAGLIATA? IL CENTRO STORICO E LA SCUOLA DAL 1973 AL 2023 – Nel 1973 e nel 1974, il consiglio direttivo della sezione romana di Italia Nostra, con il patrocinio del Ministero della Pubblica Istruzione e il Comune di Roma, realizzò due convegni sulle dinamiche edilizie e il rinnovo del patrimonio urbano nel centro storico di Roma, i cui atti <em>Roma sbagliata, le conseguenze sul centro storico</em> sono stati pubblicati nel 1976 con il corredo di interessanti carte tematiche ottenute rielaborando il materiale già utilizzato per la mostra e i seminari dei convegni. Lo studio che si propone ha inteso attualizzare due di quelle analisi attraverso l’utilizzo dei sistemi informativi geografici: la popolazione e la scuola. Con i dovuti distinguo imposti dal differente contesto storico e dai cambiamenti della città, si è voluto evidenziare tramite un’analisi diacronica in ambiente GIS come alcune caratteristiche e criticità del centro storico di Roma nei primi anni Settanta dello scorso secolo siano ancora evidenti a distanza di 50 anni, con particolare riferimento all’utilizzo della rete scolastica pubblica. Gli anni Settanta dello scorso secolo sono stati attraversati da una fase di vivacissimo dibattito sulla scuola, sulla partecipazione, sui servizi, sulle periferie di Roma e sulle soluzioni da adottare per le problematiche individuate. Il confronto proposto vuole fornire un contributo per ulteriori approfondimenti di verifica delle soluzioni e delle politiche messe in atto nel corso degli anni Settanta e Ottanta per la correzione di quelle criticità.<br><br>IS ROMA STILL WRONG? HISTORICAL CENTRE AND SCHOOLS FROM 1973 TO 2023 – In 1973-1974, the Rome section of the Italia Nostra association, with the support of the Ministry of Public Education and the Municipality of Rome, organised two conferences on building dynamics and the renewal of the urban heritage in the historic centre of Rome. The proceedings of the conferences <em>Roma sbagliata, le conseguenze sul centro storico</em> (<em>Wrong Rome, the consequences on the historic centre</em>) were published in 1976 with eight interesting thematic maps created by reworking the material already used for the exhibition and seminars of the conferences. The study proposed here aims to update two of these analyses through the use of geographic information systems: Population and School. With due distinctions deriving from the different historical context and the development of Rome, we wanted to show through a diachronic analysis in a GIS environment how some characteristics and criticalities of the historical centre of the early 1970s are still observable 50 years later, particularly in relation to the use of the public school network. In the early 1970s there was a lively debate about schools, participation, services, the suburbs of Rome and about the conceivable solutions to the identified problems. The proposed comparison will help to explore the solutions and measures implemented in the 1970s and 1980s to address these critical issues.</p>2024-10-31T00:00:00+01:00Copyright (c)