Luogo e identità: due prospettive sull’abbandono
Abstract
La rinnovata coscienza a livello accademico e politico dei valori specifici dei luoghi mostra la necessità di
orientare le scelte operative oltre criteri soltanto quantitativi e funzionalistici. Il luogo si definisce dunque come un sistema articolato in cui gli elementi fisici, dalla produzione alla complessità ambientale, comunicano valori e caratteristiche dei fruitori e della cultura del territorio. L’importanza di tali elementi risiede nel ruolo che essi svolgono nell’avvio di elaborazioni progettuali volte a una gestione che, oltre le logiche esclusivamente conservative, tuteli ogni aspetto delle fisionomie paesaggistiche. Di qui l’intento di analizzare la tematica dell’abbandono dei territori montani da due prospettive differenti ma complementari. Da una parte si è scelto di esaminare i territori dell’Appenino centrale colpiti dal sisma e in particolare il contesto di Grisciano, una delle diciassette frazioni del comune di Accumoli, l’ultimo verso nord-est della provincia di Rieti. Questo luogo appare esemplificativo di come la
distruzione degli spazi fisici e l’abbandono forzato, a seguito degli eventi sismici del 24 agosto 2016, non abbiano impedito la sopravvivenza degli elementi valoriali costitutivi del luogo.
Dall’altra parte il lavoro ha inteso proporre una riflessione su realtà in cui all’opposto lo spazio fisico resiste e si evolve nel tempo, ma la sua componente umana, e dunque socio-culturale, sta drasticamente diminuendo. Si è spostato il focus del ragionamento sul comune montano di Lacedonia in Irpinia.
Situato sul percorso dell’Appia Antica, Lacedonia rientra nelle cosiddette zone minacciate di spopolamento in cui è necessario conservare l’ambiente naturale e in cui ricorrono svantaggi specifici. Lo spopolamento dei territori montani e gli eventi sismici, che hanno recentemente interessato e ripetutamente interessano l’Appennino centrale, riaccendono il dibattito sulla necessità di un piano strategico per le “Terre Alte”. Mediante una comparazione tra un luogo che resiste nei suoi elementi valoriali e uno che sta perdendo la sua componente umana, s’intende riflettere sull’articolazione della nozione di luogo identitario e alle cause che ne determinano la costituzione attuale per individuare possibili pratiche operative. Il ruolo degli Appennini in particolare sembra poter trovare una nuova riconfigurazione. Il superamento di una concezione di sviluppo di tipo longitudinale può infatti porre lo spazio appenninico su nuove direttrici che ne facciano lo snodo di congiunzione, in un dinamico contesto d’innovazione, in direzione est-ovest tra Tirreno e Adriatico.

