Spazio e tempo nella geografia di Cesare Battisti: confini storici e geografici del Trentino

  • Matteo Proto

Abstract

L’opera geografica di Cesare Battisti è il risultato di un complesso intreccio di aspetti teorici, situati nel contesto delle idee geografiche europee negli ultimi decenni del secolo XIX. La ricerca geografica di Cesare Battisti muove dalla lezione di Giovanni Marinelli che si concentra sul dato positivo e che vede una preponderanza degli aspetti statistico-cartografici nella geografia. In questa prospettiva la descrizione geografica è un atto sincronico che fotografa la realtà di un dato territorio: una geografia che Marinelli aveva definito la scienza del «come e del dove», facendo della descrizione regionale qualcosa di dedicato alla localizzazione e alla distribuzione dei fenomeni sulla superficie terrestre (corologia) e alla descrizione della loro forma esteriore (morfologia) attraverso la comparazione. Un notevole contributo allo sviluppo delle idee geografiche di Battisti fu legato anche alla lettura delle opere di Friedrich Ratzel. Nella prospettiva ratzeliana è centrale il ruolo dei movimenti storici che determinano la distribuzione dei fenomeni, in base ai principi genetici e organicistici dell’antropogeografia. I diversi aspetti teoretici permisero dunque a Battisti di interrogarsi sulla differenza fra regione naturale e regione storica, la prima tendenzialmente fissa sulla base degli elementi del rilievo e dell’idrografia, la seconda mutevole nel tempo, ampliata o ristretta dalle guerre, dalle conquiste e dalle migrazioni.

 

Cesare Battisti’s geographic work is the outcome of complex theoretical approaches interaction related to the context of European geography in late 19th century. His thinking was shaped by Giovanni Marinelli’s teaching, which stressed the importance of positivist data and the pre-eminence of statistics and cartography in geography. In this perspective geography is a synchronic performance that, like photography, describes the reality of a territory. Not by chance Marinelli had defined geography as the discipline of «how and where»: regional geography was therefore dedicated to geographical phenomena localisation and distribution on the earth surface (chorology) and to its exterior depiction (morphology) by means of comparison. Another contribution to Battisti’s geographical understanding is related to Friedrich Ratzel. In Ratzel’s perspective historical movements played a fundamental role in determining phenomena distribution, upon genetic and organicistic precepts of anthropogeography. These different aspects allowed Battisti to put into question the difference between a natural and an historical region, the first almost secure upon mountain relief and hydrology, the second mutable in space and time, enlarged or circumscribed by wars, conquests and migrations.

Pubblicato
2018-09-30