PAOLO MIELI, Il prezzo della pace. Quando finisce una guerra, Milano, Rizzoli, 2025.
Abstract
L’autore sostiene che quando finisce una guerra con i trattativi di pace, rimangono molti problemi irrisolti che vengono trascurati per ragioni di necessità, anche se sono ben riconosciuti i ruoli dei vincitori e quelli dei vinti. Per esempio, fa notare che noi siamo soliti definire “ottant’anni di pace” quelli che ci dividono dal 1945, quando si concluse la seconda guerra mondiale, ma è una pace per il mondo atlantico e l’Australia, ma non per tutto il resto dell’umanità. E senza contare che la Guerra fredda tra l’universo comunista e quello occidentale (1946-1989) ha prodotto un numero di morti quasi comparabile a quello dei due conflitti mondiali. Una pace vera non è stata raggiunta, perché non sono stati percepiti alcuni segnali, come la prima guerra del Golfo (1991) con l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq di Saddam Hussein, che si risolse con una pace alquanto instabile; con l’eterno conflitto arabo-israeliano in Medio Oriente; con l’intervento in Afghanistan seguito da quello in Iraq (2003), le Primavere arabe (dal 2011), il riaccendersi del conflitto nei Balcani, ecc...

