Lo spopolamento nella storia d’Italia, 1871-2011
Resumen
Nel lungo arco di tempo considerato (1871-2011) si assiste in Italia, nell’ambito di una crescita demografica che porta la popolazione da poco più di 27 a oltre 59 milioni, a un importante processo di redistribuzione territoriale della popolazione, verificatosi soprattutto dal 1871 al 1971. In questo arco secolare si è assistito ad una massiccia urbanizzazione e si è verificato un sensibile spopolamento delle aree montane, che tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta ha investito anche molte aree della collina interna, assumendo un’intensità senza precedenti. Dal 1971 al 2011 si è assistito ad un progressivo rallentamento del fenomeno, che nel Centro-Nord è stato confinato in aree abbastanza ristrette, ma ha ancora interessato vasti territori del Sud e delle Isole.
In linea generale almeno fino al secondo dopoguerra la componente demografica prevalente nei processi di spopolamento è stata quella migratoria. All’origine dei processi di redistribuzione della popolazione esaminati stanno da un lato le radicali trasformazioni del mondo agricolo, dall’altro lo sviluppo industriale e l’affermarsi della società urbana.
Utilizzando in massima parte i dati censuari dell’ISTAT, abbiamo tentato di mettere in luce l’entità dello spopolamento
mediante l’impiego di due indicatori: la percentuale di comuni spopolati e il tasso medio annuo di spopolamento, articolando le nostre analisi soprattutto a livello regionale e provinciale.

