Geografie in letteratura. Carte, modelli e panorami nel museo immaginario di Theodor Fontane
Abstract
Theodor Fontane (1819-1898), un autodidatta geniale, nel corso della sua esistenza si è appropriato di un vasto sapere in molti e diversissimi campi: storia, politica, letteratura, arte, farmacia, tecnica, cartografia ecc. Nonostante la quantità di conoscenze acquiste, ciò che lo interessava era la conoscenza della realtà come base per “sentirsi passabilmente bene a casa nel mondo” e per scrivere i suoi lavori giornalistici e letterari. Fontane è un autore che possiamo definire “ipervisuale” essendo le immagini il mezzo su cui fonda il proprio processo conoscitivo e la propria scrittura. L’articolo costituisce una rilettura della produzione letteraria di Fontane per ricostruirne e contestualizzarne lo straordinario frequente ricorso alle immagini geografiche. Chiamando in causa le cartografie, i modelli di paesaggio, i panorami come li ha raccontati Fontane in diversi romanzi, il saggio intende offrire ulteriori motivi di riflessione sui tali dispositivi creati per rendere visibile l’invisibile e si propone di aggiungere un nuovo paragrafo alla storia della visualizzazione del mondo.
Der geniale Autodidakt Theodor Fontane (1819-1898) hat sich auf vielen Gebieten breite Kenntnisse angeeignet, in Geschichte, Politik, Literatur, Kunst, Pharmazie, Technik, Kartographie etc. Dabei ging es ihm nicht in erster Linie um die Menge an Einzelwissen, sondern um eine breite Weltkenntnis, die ihm als Fundament für «ein leidliches Zuhausesein in der Welt» und für seine journalistische und literarische Arbeit diente. Für den ausgesprochen visuell orientierten Fontane war ein großer Teil seines Wissens in Bildern repräsentiert und er benutzte sie als Mittel des Erkenntnis- und Schreibprozesses. Der vorliegende Aufsatz beschäftigt sich in einer Neulektüre seiner literarischer Texte mit den zahlreichen Bildern des Wissens aus den Bereichen der Kartographie, des Modellbaus und der Panoramen. Der Aufsatz will aufzeigen, dass es Fontane dabei um Probleme der Orientierung in der Welt, um die Faszination plastischer, greifbarer Realitätsbilder und um die Möglichkeit eines umfassenden Blicks auf die Welt ging.

